ROMA, rinviato sgombero campo nomadi a Tor Sapienza

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Updated: agosto 12, 2013
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Fallisce il trasferimento dei nomadi di via Salviati a Castel Romano previsto oggi. Da questa mattina, infatti, nel campo sulla Collatina, erano entrati in azione i vigili con Antonio Di Maggio e la polizia per far eseguire l’ordinanza di trasferimento. I nomadi, serbi, si sono però rifiutati perché timorosi di tornare a Castel Romano dove nel tempo si sono susseguite le liti con i nomadi di origine bosniaca. Sul posto si è recato per mediare il vicesindaco Luigi Nieri. L’operazione, è stato deciso, verrà rinviata a dopo Ferragosto.
Circa 200 nomadi serbi, insediati nel campo abusivo di via Salviati, si sono opposti al trasferimento al campo di Castel Romano disposto nelle scorse settimane da un’ordinanza del Campidoglio.
Questa mattina, quando i vigili urbani e il vice comandante della Direzione coordinamento attività operativa di sicurezza urbana Antonio Di Maggio si sono presentati sul posto per il trasferimento, le circa 60 famiglie presenti si sono rifiutate di salire sui pullman che li avrebbero dovuti portare a Castel Romano. I nomadi, serbi, non vogliono tornare a Castel Romano, da dove erano fuggiti a causa dei frequenti litigi con i nomadi originari della Bosnia. E’ iniziata una trattativa per procedere con l’operazione e i nomadi, si apprende dal Campidoglio, hanno chiesto un incontro con Rita Cutini, assessore al Solidarietà sociale e sussidiarietà di Roma.
L’associazione ‘Nazione Rom’ ha chiesto al sindaco Ignazio Marino la revoca dell’ordinanza. “Crediamo – ha detto l’associazione- che la nuova amministrazione sappia avviare un nuovo cammino insieme alla rappresentanza dei rom, dei Sinti e dei Caminanti: un percorso capace di ascolto ed apprendimento reciproco”.
“Con il provvedimento di trasferimento dall’insediamento abusivo di via Salviati, l’amministrazione ha inteso intraprendere un’azione a tutela delle famiglie e dei bambini rom – ha dichiarato Cutini – Sono note infatti le condizioni estremamente precarie di questo campo abusivo: mancano l’acqua, la corrente elettrica e i servizi igienici. Le criticità odierne sono il prodotto di una gestione, portata avanti negli ultimi cinque anni, che ha scelto di affrontare la questione rom esclusivamente in termini emergenziali. Una gestione che non solo non ha risolto nulla ma ha aggravato i problemi producendo una situazione molto confusa”. “Prima di questo provvedimento, inoltre, abbiamo ripristinato la legalità nel campo di Castelromano, grazie all’aiuto dei vigili e delle forze dell’ordine, allontanando il 31 luglio scorso sei famiglie non legittimate a risiedere là – ha concluso – Nostro interesse è garantire la convivenza civile e il rispetto dei diritti, per questo nel campo è stato rafforzato il servizio di vigilanza grazie all’aiuto della questura e della polizia locale. Possiamo contare sulla collaborazione delle associazioni e cooperative che da anni lavorano all’interno di queste realtà, per tornare ad investire su percorsi di integrazione ed inclusione e non più sull’emarginazione”.
I rom serbi parlano di una sorta di ‘guerra santa’ per motivi religiosi – i bosniaci sono musulmani – mentre per altri gli incendi e i pestaggi subiti nelle scorse settimane sarebbero segnali di un conflitto per il mantenimento dei rapporti di forza tra le diverse famiglie. “Hanno chiamato mia moglie perché hanno visto un’intervista al telegiornale, e le hanno detto che se torniamo sulla pontina ci fanno un c… così”, spiega agitato un ragazzo col figlio in braccio. “Possiamo anche andare, ma in un altro posto, non a Castel Romano”, urla un altro.
Il vicesindaco aveva poi commentato la situazione: “Fidatevi di noi e noi ci fidiamo di voi, andiamo insieme a castel romano, possiamo fare in modo che possiate stare tranquilli anche quando andate a scuola o a fare la spesa”.
“Nessuno deve avere paura”, assicura Nieri: “diteci chi vi minaccia e lo faremo allontanare, ma dovete denunciarli come fanno tutti i cittadini italiani. Io metterò per iscritto che non vi succederà nulla e se ci sarà bisogno avrete una scorta h24, perché non può passare il messaggio che a roma ci sia qualcuno che minaccia dicendo ‘tu non puoi abitare qui’. Vi garantiamo noi l’incolumità e la sicurezza”.
Quindi l’appello del vicesindaco ai nomadi serbi per lasciare l’accampamento e tornare a Castel Romano: “oggi non facciamo forzature, l’ordinanza parla chiaro – chiede Nieri ai rappresentanti- andate lì e poi discuteremo tutti insieme come sistemare la situazione. Evitiamo fatti traumatici, evitiamo l’intervento della celere e usciamo insieme tranquillamente, si va insieme a castel romano, vi garantiremo che lì non succederà niente e poi capiremo insieme se ci sono le condizioni ambientali altrimenti troveremo insieme tutte le soluzioni. Non vi abbandoniamo”.

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