Mauri ritorna al gol

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Updated: febbraio 11, 2016

Sono tornati i gol in casa Lazio e insieme ad essi, Stefano Mauri. Finalmente la sua prima rete stagionale, questa volta non da capitano e dopo un lungo periodo di assenza dal campo. Terza partita da titolare per lui dall’inizio del campionato, eppure ha già ritrovato il passo di marcia. In una squadra che è apparsa in affanno anche contro l’Hellas Verona, ultima in classifica, la priorità era interrompere il deleterio incantesimo del digiuno da gol e mister Pioli si è ancora affidato al veterano trequartista, schierandolo nel tridente di attacco al fianco di Matri e Anderson. Una scelta dettata anche dalla prova positiva nella trasferta di Genova, durante la quale, il colpo di testa del giocatore brianzolo, finì clamorosamente sulla traversa. La sua storia in casa Lazio, non è mai stata tutta rose e fiori. Non ha avuto un cammino lineare, ma assomiglia all’andamento delle montagne russe, fatte di up e down. Tra salite e discese, il centrocampista è quasi sempre partito dalla panchina, per poi diventare il jolly, quella pedina irrinunciabile a cui il tecnico emiliano è stato costretto a cedere. E ancora una volta, anche in questa stagione, è stato così. Anche se la rosa offre un’ampia gamma di possibilità, con i giovani Anderson e Keita, l’imprescindibile Candreva e il nuovo arrivato Kishna. Nonostante tutto, l’ex capitano si è di nuovo conquistato un posto : un sogno, se si guarda al traguardo odierno, con la lente del passato. Infatti era solamente lo scorso luglio, quando Mauri annunciava ufficialmente in una lettera strappalacrime, l’addio dal club capitolino. Da allora ve ne sono stati parecchi di colpi di scena e primo tra tutti, l’archiviazione del processo sportivo che lo vedeva coinvolto nel calcioscommesse, evento sorprendente che mise fine all’incubo e permise al brianzolo di riabbracciare la sua squadra del cuore. Perché ormai si sente laziale a tutti gli effetti, con o senza fascia, sulla panchina o in campo. E’ iniziata tardi la sua stagione, dopo aver saltato anche il ritiro estivo ad Auronzo e il preliminare di Champions. Tutto ha ripreso vita d’un tratto, come un sole improvviso che giunge a rischiarare il cielo dopo la tempesta, quando anche lui stesso non ci credeva più. Poi lo stop di un mese, che è cominciato a metà novembre, a causa dell’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto per risolvere una fastidiosa discopatia. Tanti, troppi gli ostacoli che lo hanno tenuto lontano dal campo di gioco. La scorsa annata, la migliore calcisticamente in serie A, nella quale ha siglato ben 9 gol, 29 presenze e due assist, sembrava davvero solo un dolce ricordo. E invece oggi si è ripreso quello che gli spetta, gettando nel dimenticatoio avversità e cattiva sorte. Nei pochi minuti finora accumulati, aveva preso solo pali e traverse. Difficile emergere in una squadra spesso senza idee e che crea poche azioni offensive, ma è compito di un trascinatore qual è lui, cercare le giuste soluzioni anche in questi duri momenti. Nonostante la non più verde età, ha dimostrato di saper donare equilibrio ai suoi, con i prodigiosi movimenti senza palla e quegli inserimenti, che riescono a spiazzare le difese avversarie. E mentre a breve, sarà chiamato ancora una volta, a prendere parte alla maxi udienza che si terrà nel tribunale di Cremona, ha potuto sprigionare la gioia per il gol, in un Olimpico vuoto e desolato. Una liberazione che aspettava da tempo, un’esplosione nel silenzio incombente dei fantasmi che ancora aleggiano su di lui. Se, come affermava Fichte, l’Io trova la sua manifestazione lampante solo quando è ostacolato dal non Io, Mauri ne è la prova lampante. Riuscirà l’amuleto biancoceleste, a riportare la Lazio in zona Europa? Intanto è certo che “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”. (Vivian Greene).

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