Lulic ritrova la sua forma migliore.

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Updated: aprile 13, 2016

Il ritorno di Lulic è stato provvidenziale. Il bosniaco, lontano dal campo per due lunghi mesi a causa dell’infortunio alla falange della mano destra , ha salvato una Lazio che fino a quel momento era stata la brutta copia della squadra vista a Firenze. Subentrato a Parolo all’inizio del secondo tempo, il centrocampista ha subito cambiato il volto del match, conferendo velocità e quel pizzico di grinta, ancora una volta smarrita dagli undici di Pioli. Grazie a lui i biancocelesti sono riusciti a venire fuori da un torpore che li aveva resi prede del buon gioco dei rossoblu. Le sue incursioni a ridosso dell’aerea avversaria, hanno creato scompiglio  e messo in difficoltà la difesa bolognese, alle prese solamente con i pericolosi cross di Keita. Se l’attacco ancora non ha convinto, la risposta è arrivata prontamente dal centrocampo, preziosa risorsa di gol nella scorsa stagione. Lulic oggi è stato impiegato sulla linea mediana per aiutare uno spento Milinkovic, ma non ha deluso neppure quando a inizio campionato, aveva ricoperto il ruolo di terzino sinistro. Forte nelle accelerazioni lungo la linea laterale del prato verde, sa sempre conferire al gioco dinamismo e concretezza. Proprio per queste doti, è sotto i riflettori di club importanti come Southampton, Valencia, West Ham, Bayer Leverkusen e Juventus, ma le trattative, in ogni caso, sono rimandate al calciomercato estivo. Il giocatore stesso sembrava tentato a lasciare la capitale, perché non rientrava più nel disegno di Pioli, ma complice la duttilità dei ruoli che può ricoprire e il tentativo del presidente Lotito di blindarlo in casa Lazio, l’eroe del 26 maggio potrebbe ancora indossare l’aquila sul petto. Al Dall’Ara risale la sua prima rete in serie A, nel lontano ottobre 2011. Che i felsinei siano scritti nel destino di guerriero vincente, è cosa ormai certa.  Non resta che riempire le pagine del suo futuro, perché se è diventato laziale a tutti gli effetti già tre anni fa, nello storico derby di Coppa Italia, ora spetta a lui accettare la consacrazione. “Il destino mescola le carte e noi giochiamo” (A. Schopenhauer). E ognuno farà il proprio gioco, calciatore e Società, senza dimenticare quanto il bosniaco sia ancora importante per questa Lazio.

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