“Picchiata, sputata in faccia e violentata dal mio vicino”, il racconto choc di una 23enne

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Updated: maggio 16, 2017
Il drammatico racconto di una ragazza padovana, picchiata e abusata dentro casa da un ventenne.

“Ho cenato e fatto due chiacchiere con gli amici ma a mezzanotte ero già a letto. Intorno alle 4 sono stata svegliata dalle botte sulla tapparella. Bussava alla mia finestra. Ho fatto l’errore di aprire. È entrato di prepotenza e subito ha provato a baciarmi. Era ubriaco, fuori di sé” , è il drammatico racconto di una ragazza padovana di 23 anni vittima una brutale violenza sessuale da parte del vicino di casa. “Abita da qualche tempo in un appartamento vicino al mio, con altri suoi connazionali. Nei giorni scorsi mi aveva scritto attraverso la chat di Facebook ma io non gli ho dato confidenza. Non mi è mai piaciuto. Certo non potevo immaginare di avere di fronte una belva simile” ha dichiarato la giovane donna al quotidiano Il Mattino di Padova,

“Ero andata a prendere pizze da asporto con due amici nel bar sotto casa. Lui era lì con altri. Mi ha vista, mi ha salutato” ha ricostruito la 23emne parlando delle ore precedenti l’aggressione. “Gli ho dato due schiaffi per difendermi ma lui ha iniziato a distruggere tutto. Ha buttato a terra la tv, le sedie, il tavolo. Ha spinto anche me e quando sono finita sul pavimento mi ha sputato in faccia, prima di colpirmi con un calcio sul fianco. Schiaffeggiandomi mi ha obbligata a rialzarmi” ha raccontato ancora in lacrime la donna.

La violenza sessuale poco dopo nel soggiorno. “Avevo appoggiato a terra un materasso per guardare la televisione. Mi ha fatto stendere, si è spogliato, ha spogliato me. Ha avuto ciò che voleva e poi si è addormentato lì vicino a me” ha riferito ancora la vittima  che fino al giorno dopo non ha cercato di scappare temendo per la sua vita. “Avevo troppa paura. Il telefonino me l’aveva nascosto. Sono rimasta sveglia tutta la notte con gli occhi sul soffitto. Quando si è svegliato verso mezzogiorno mi ha minacciato ancora. Non è stato semplice decidere di chiedere aiuto alla polizia” ha concluso la 23enne che però infine si è rivolta agli agenti che hanno avviato le indagini sul 20enne sequestrando vari reperti e indirizzando la donna verso un centro antiviolenza dopo aver fatta medicare in ospedale

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