Impero addio, la principessa del Giappone sposa l’ex compagno di università

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Updated: maggio 18, 2017

Mako Akishino, nipote 25enne dell’imperatore Akihito, ha scelto di rinunciare al titolo nobiliare per inseguire il suo sogno d’amore: le nozze con Kei Kamuro, “semplice” operatore turistico conosciuto sui banchi dell’ateneo cristiano di Tokyo.

La principessa che disse no all’impero è già l’eroina di questo Giappone che cambia: e come si fa a non simpatizzare con una signorina che si spoglia dei diritti regali per andare a nozze con l’ex compagno di scuola che adesso tutti chiamano il re, sì, ma delle spiagge? La favola di Mako sembra fatta apposta per i rotocalchi: e mica è un caso che gli inglesi, veri professionisti del royal gossip, hanno già ribattezzato la ragazza “la Kate Middleton del Giappone”. Con la piccola grande differenza che Mako si avvia a seguirne il percorso al contrario: perché se Kate è la borghesuccia che si fa nobile, Mako è la nobildonna che si fa borghese – uccia o meno, la storia lo dirà.

La venticinquenne nipote di Akihito aveva già fatto parlare di sé quando, dodicenne, era apparsa in tv vestita da marinaretta. Dal piccolo schermo all’ancor più piccolo schermo dei computer l’immagine fece furore e la giovanissima Mako diventò subito un fenomeno web, scatenando orde di imitatori e la rivisitazione seriale di video e cartoon, che la trasformarono in vero e proprio personaggio da fumetto – i famosi “anime” giapponesi. L’incredibile buzz non deve esserle dispiaciuto più di tanto se lei stessa ha poi seguito la vocazione dell’arte prendendo in Inghilterra un master in Art Museum and Galleries Study. Anche questa, per la verità, una scelta assai poco tradizionale, perché se nasci di origine divina chi te lo fa fare di sudarti una laurea. Mako no: non solo ha scelto di laurearsi ma di farlo, lei proveniente da una famiglia che in Giappone è religiosamente venerata, all’International Christian University di Tokyo, l’università cristiana.

Galeotta fu proprio l’aula. È lì che Mako è inciampata nell’ultimo dei ragazzi che vedresti associato a questa dinastia che finora era finita sui giornali più che altro per lo stress e la depressione: specialità per cui è universalmente nota sua zia Masako, la moglie del principe ereditario Naruhito, non per niente soprannominata la Principessa Triste. La nipotina dev’essere evidentemente di tutt’altra pasta se adesso ha deciso di rinunciare al titolo imperiale per buttarsi tra le braccia di tale Kei Kamuro, un ragazzone che di mestiere fa l’operatore turistico, è un amante della vita da spiaggia, adora sciare, suonare il volino e perfino giocare a Masterchef, lui appassionato di cucina: vero e proprio beach boy, più che pinguino da corte imperiale. Assai poco imperiale anche il luogo del loro innamoramento: un banalissimo ristorante, dove gli ex allievi della cristianissima università si erano ritrovati per una di quelle rimpatriate da compagni di scuola, probabilmente innaffiata da chissà quanti litri di sakè.

Sposando un comune mortale, Mako perderà adesso per legge ogni titolo, praticamente cominciando una nuova vita: da Sua Altezza Imperiale Principessa Mako di Akishino diventerà ora semplicemente la signora Mako Komuro, prendendo il cognome del suo beach boy. Va detto, però, che di salire un giorno al trono non aveva speranza alcuna: in Giappone le donne lamentano la discriminazione sui posti di lavoro, dove soffrono un altissimo gap salariale, guadagnando fino al 70% di meno degli uomini. Figuriamoci, dunque, se possono salire sullo scranno imperiale.

Per la cronaca, la ragazza ha già avuto il benestare di papà, e secondo tradizione adesso dovrà chiedere il permesso all’imperatore e all’imperatrice, cioè nonno Akihito e nonna Michiko. Ma c’è da giurare che l’83enne sovrano non farà storie: anzi. Chissà con quanta non confessabile ma sanissima invidia, naturalmente temperata dall’amore familiare, vedrà la sua nipotina leaving home, abbandonare casa, come cantavano i Beatles, quasi fosse una ragazzina normale che prova a cercare la sua strada. Potesse farlo proprio lui, il Nonno Imperatore: è così stanco e stressato, come da tradizione di famiglia, della sua lunga vita di corte – governa da 28 anni – che ha manifestato pubblicamente la volontà di dimettersi. Ipotesi che nel vecchio Giappone non sarebbe mai stata presa neppure in considerazione, e quindi non era prevista per legge: motivo per cui adesso Sua Altezza s’è dovute piegare a chiedere al Parlamento di modificare la Carta – e che lo lascino andare finalmente in pensione.

Sì, la principessa che disse no all’impero è già l’eroina di questo Giappone che cambia, eccome se cambia: a cominciare proprio dall’imperatore.

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