Hanno riempito il suo corpo di olio e poi lo hanno passato con una spazzola. 5 ore più tardi, non credono a quello che vedono.

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Updated: giugno 3, 2017

Due giovani argentini passeggiavano per le strade di Lanús, in provincia di Buenos Aires (Argentina), quando si sono accorti che qualcosa di scuro si stava trascinando. Muovendosi, lasciava sul suolo delle tracce di un materiale pastoso e maleodorante. Avvicinandosi, i due ragazzi si sono accorti che si trattava di un cane! 

Guardando da vicino, i due hanno capito che la sostanza che era cosparsa sul corpo dell’animale era catrame, materiale utilizzato in campo edilizio, in modo particolare per costruire strade. Si tratta di una sostanza altamente tossica! Disperati, lo hanno portato subito presso una clinica veterinaria e hanno chiesto il supporto dell’associazione animalista Zoonosis Lanús

I volontari dell’associazione hanno subito cercato di lavare il cane, ma si sono accorti presto che il materiale era aderito completamente alla pelle e alla pelliccia del povero animale. Sembrava che trattarlo con l’acqua non recava nessun effetto benefico – al contrario, pareva che il materiale si attaccasse ancor di più al corpo dell’animale. Escogitare un modo efficace per rimuovere tutta la sostanza tossica sembra essere davvero un problema. 

Così, hanno provato diverse soluzioni: detergenti per rimuovere il grasso, acqua calda, acqua fredda, shampoo specifico, e altri prodotti. Stavano quasi per rinunciare, quando si sono imbattuti in un video su Youtube che consigliava di utilizzare una particolare soluzione: l’olio. Hanno così cominciato a versare dell’olio sul corpo dell’animale, e a cercare di rimuovere il catrame utilizzando una spazzola. Miracolosamente, sembrava stesse funzionando! Poco a poco, il liquido nero sembrava venir via. 

Racconta Myriam Ortellado, coordinatrice dell’associazione: “Abbiamo comprato un arsenale di prodotti, e fatto moltissimi tentativi. All’inizio sembrava che niente stesse funzionando. Poi abbiamo provato con l’olio. Alla fine ne abbiamo utilizzato 5 litri. Dopo tre ore, avevamo rimosso solo il 30% del materiale, ed eravamo profondamente preoccupati. L’acqua calda non sembrava funzionare affatto”. 

Durante tutto il trattamento il cane, ribattezzato “Petróleo” (“petrolio”), si lasciava maneggiare dai volontari, fidandosi di quello che questi uomini gli stavano facendo. Tutti davano una mano, compresi i due giovani che lo avevano trovato. Dopo 5 ore cominciavano a vedersi i primi risultati. Tutti erano esausti, ma soddisfatti del loro lavoro. 

Sta di fatto che la “riabilitazione” del cane non era per niente conclusa. La preoccupazione era che potessero presentarsi col tempo degli effetti nocivi, collaterali: tutti erano molto incerti sulle sorti del povero animale. Tuttavia, Petróleo sembrava reagire bene ai medicinali e ai trattamenti, e aveva appetito. In questa foto si stenta a credere che si tratti dello stesso cane! Chi poteva immaginare che sotto quella coltre orrenda di catrame si nascondeva questo piccoletto?

Petróleo ha avuto la fortuna di trovare lungo il cammino questi due giovani ragazzi argentini, che hanno avuto la sensibilità e le energie per prenderlo con loro e portarlo in clinica. Non si tratta di un caso isolato, ma dietro tutto questo si nasconde un’orribile verità: tutti i giorni emergono casi di maltrattamenti di animali. Per questo è molto importante che storie come questa si diffondano, affinché possa rinforzarsi una particolare sensibilità per il rispetto che gli animali meritano, esattamente come gli esseri umani. Adesso, il cucciolo è in cerca di una casa e una famiglia che possa amarlo e aiutarlo a superare questo trauma. 

Non dimentichiamoci che tutti possiamo sempre fare qualcosa affinché questi episodi allucinanti non accadano: se avete l’impressione, o siete certi, che si stia verificando un caso di maltrattamento di fronte ai vostri occhi, correte a denunciarlo e cercate supporto!

In questo video incredibile (in spagnolo) potete vedere gli instancabili volontari dell’associazione, a lavoro, per pulire il cane:

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