STADIO DELLA ROMA: dopo anni di tira e molla alla fine il sì è arrivato. La AS Roma avrà il suo stadio di proprietà.

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Updated: dicembre 6, 2017

Il tanto sospirato via libera della Conferenza dei servizi è finalmente arrivato ieri pomeriggio, un altro frammento concreto, forse il più decisivo, si è infatti aggiunto nella realizzazione del sogno dei tifosi giallorossi: la As Roma avrà il suo stadio di proprietà. Stato, Comune, Regione e Città metropolitana hanno espresso ieri il loro parere positivo al progetto bis presentato da Eurnova Srl in collaborazione con la società presieduta da James Pallotta. Un “sì” ottenuto però con prescrizioni e raccomandazioni che riguardano la messa in sicurezza dell’area e, soprattutto, la viabilità nel quadrante sud della Capitale, il cavillo principale che più volte ha causato il rinvio del progetto. E’ proprio su questo infatti che si è giocata la partita più dura in quest’ultimo anno, ovvero da quando la sindaca Virginia Raggi Raggi ha preteso e ottenuto la revisione del progetto approvato dalla giunta Marino nel 2014, eliminando le torri di Libeskind ed abbassando di un 40% le cubature complessive, con proporzionale diminuzione a 143 milioni di euro dell’investimento privato per la realizzazione delle opere pubbliche a servizio (fra cui l’intervento sulla Ferrovia Roma-Lido, che però godrà di circa 260 milioni di fondi regionali). La Regione Lazio, dal canto suo, ha preteso e ottenuto l’impegno a prevedere la realizzazione del Ponte di Traiano, nonostante gli studi presentati da Eurnova e condivisi dal Dipartimento Mobilità di Roma Capitale attestavano il Ponte di Traiano – un cavalcavia sul Tevere che porta dalla via del Mare direttamente all’impianto – non fosse necessario vista la presenza di un’altra infrastruttura, il Ponte dei Congressi, già finanziato dal Governo nazionale. Una valutazione che però non ha trovato d’accordo la Regione Lazio, ed è anche per questo che il Mit stanzierà dei fondi aggiuntivi per realizzare il secondo cavalcavia sul Tevere che, di fatto, andrà a servire l’arena sportiva e il complesso commerciale che vi sorgerà intorno.
Oltre alla questione viabilità, nelle ultime due settimane sono cadute anche le questioni in sospeso che preoccupavano i sostenitori del progetto, ovvero i vincoli delle opere architettoniche che formavano il vecchio ippodromo di Tor di Valle. Il primo era stato richiesto dall’ormai ex Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma, Margherita Eichbergh, rispetto alle tribune dell’Ippodromo e al sedime della pista, mentre il secondo riguardava i diritti d’autore sulla stessa tribuna in favore dell’architetto Clara Lafuente, erede di uno dei progettisti dell’ippodromo, Julio Lafuente: entrambe le istanze sono state rigettate dal Ministero dei Beni Culturali il 30 novembre scorso. L’ultimo parere in sospeso era quello della Regione Lazio rispetto alla valutazione d’impatto ambientale per la costruzione dell’impianto a Tor di Valle, dunque nell’ansa del Tevere “a rischio esondazione”: ovviamente, in sede di conferenza dei servizi sono state indicate delle prescrizioni tecniche che dovranno essere seguite affinché l’area sia messa in piena sicurezza.
Ovviamente, il “sì” della conferenza dei servizi è fra i passaggi decisivi, ma per la prima pietra e, soprattutto, per il primo fischio d’inizio, dovrà passare ancora molto tempo. Intanto, l’incartamento con allegato di verbale finale della conferenza dei servizi, dovrà tornare in Assemblea Capitolina dove la nuova approvazione (variante e convenzione urbanistica) è prevista al massimo per il mese di gennaio 2018, ovvero dopo il bilancio capitolino. Una volta esaurita la procedura di approvazione della variante, la Giunta regionale voterà una delibera che recepisce gli esiti della Conferenza, producendo un atto che sostituirà ogni “permesso a costruire”. Terminati i passaggi con gli enti pubblici, fra redazione dei progetti esecutivi, opere di bonifica e preparazione tecnica dell’area di cantiere – al netto di possibili ricorsi – difficilmente la prima pietra potrà essere messa prima di gennaio 2019. A quel punto, prima di vedere finito l’As Roma Stadium ci vorranno almeno altri due anni. Insomma, se tutto andrà bene Florenzi e compagni potrebbero iniziare a giocarvi non prima della stagione 2021-2022.

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