Dopo l’enorme successo di pubblico e critica del primo episodio torna nelle sale “L’Era Glaciale”, con il secondo capitolo della saga che riprende le fila del discorso interrotto in precedenza, ma il risultato, ed è bene chiarirlo subito, non è assolutamente all’altezza dei fasti del passato. Partendo dall’idea di un improbabile scioglimento del ghiacciaio che circonda la valle, Manny il mammuth, Sid il bradipo e Diego la tigre, dovranno cercare di raggiungere un’arca di legno che li possa traghettare in un lido più sicuro, scampando alla terribile inondazione che sta per investirli. Durante il lungo peregrinare i nostri eroi entreranno in contatto con un altro gruppetto composto da Ellie, esemplare di mammuth femmina, e i suoi due 'fratelli' opossum, Crash e Eddie; dopo un inizio difficoltoso impareranno a collaborare tra di loro superando le difficoltà che puntualmente si presenteranno durante la problematica traversata. La debolezza dei nuovi personaggi appare evidente fin dalle prime battute, e proprio nella loro scarsa riuscita dimora un forte punto di debolezza, che fa precipitare il cartoon in un vuoto significativo imbarazzante, trascinando per tutta la durata della narrazione questi nuovi, e francamente irritanti, protagonisti. L’ironia della pellicola si snoda sui binari già battuti in precedenza puntando sulla caratterizzazione solida dei personaggi, e sfruttando la diversità dei caratteri che li contraddistinguono, ma a differenza del passato non riesce a creare un continuum narrativo degno di nota, e si ha l’impressione che la storia proceda a scatti puntando più su estemporanee trovate (vedi la sequenza riuscitissima della tribù di bradipi che venerano Sid) che su una concretezza della trama che evidentemente appare lacunosa e priva di mordente. “L’Era Glaciale 2 – Il Disgelo” accontenterà i fan della prima ora, ma non soddisferà le esigenze dello spettatore più attento che giustamente si aspettava di più da un sequel tanto atteso. L’unico elemento della produzione che non risente di significativi cali qualitativi è rappresentato dalle scene dello scoiattolo Scrat, sempre alle prese con la sua interminabile battaglia nei confronti della leggendaria ghianda, che lo porta a vivere delle esilaranti avventure che non possono non divertire con la loro visione (il finale metafisico è un colpo di genio totale). Nonostante questo punto a favore, il giudizio finale non può che sfiorare la sufficienza, posizionando l’ago della bilancia della critica sempre su un segno leggermente negativo.
Voto: 5 e mezzo
Matteo Catoni
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