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ROMA – Eloy Puga Villarino è un elegante avvocato spagnolo che ha aperto presso l’Incubatore la “Casa del Latino”, un ufficio di pratiche amministrative per stranieri che aiuta gli immigrati a districarsi nella complessa realtà burocratica italiana, quantomai complicata per chi non conosce perfettamente la nostra lingua e il nostro panorama normativo.
- Come ha deciso di dedicarsi a questa professione?
- Io sono un avvocato e lavoravo nella pubblicità in Italia. Mia moglie è messicana e dunque non è comunitaria, quando ho iniziato a far le pratiche per portare lei e il mio figlio più grande (che non ha il passaporto spagnolo) in Italia ho visto che era un caos, e ho visto che c’era un gran bisogno di persone che si occupassero di queste cose, soprattutto se consideriamo i problemi linguistici che possono riscontrare gli stranieri. In più la mia azienda non stava andando più benissimo e così mi sono messo in proprio. - Quali sono i casi che le vengono sottoposti più spesso?
- Mi occupo soprattutto degli adempimenti burocratici di cui c’è bisogno per ottenere la carta di soggiorno, il nulla osta per il lavoro e i ricongiungimenti familiari. Ma anche riconoscimenti di titoli di studio ottenuti all’estero o pratiche per la cittadinanza. Credo vada sottolineato che chi si rivolge a me è in possesso di regolare permesso di soggiorno, altrimenti non potrebbe avanzare richiesta per altre pratiche.
- Quali sono i principali problemi che le vengono sottoposti da chi arriva in Italia da altri paesi?
- Il problema principale è che la legge si modifica continuamente, le informazioni disponibili non sono aggiornate tempestivamente. C’è un grande caos nel settore: ad esempio se andate a chiedere informazioni per rinnovare il permesso di soggiorno in 3 commissariati differenti, vi verranno chieste tre cose differenti. Il testo unico sull’immigrazione è lo stesso per tutti ovviamente, ma in ogni Questura si applica in modo diverso.
- E la riforma che ha coinvolto anche il servizio postale nel rinnovo dei permessi, ha portato benefici?
- Come lei ha detto ora il rinnovo si può fare alle poste con l’utilizzo di appositi plichi, e la cosa sembrerebbe più semplice. In realtà non è così; tutti ricorderanno questo autunno, quando in 2 giorni sono finite tutte le buste, io ad esempio ho constatato personalmente che nessuna posta a Roma le aveva. Striscia la Notizia ha anche realizzato un servizio in cui si dimostrava come a Milano fossero addirittura vendute a 200 euro al mercato nero. Ci vorrebbero maggiore chiarezza e controllo.
- Come mai il suo ufficio pratiche si chiama “Casa del Latino”? Ha una connotazione prevalentemente sudamericana?
Sia chiama “casa del latino” perchè io sono spagnolo, e per via della lingua pensavo di lavorare principalmente con sudamericani. Poi ho iniziato a lavorare con tutti, rumeni, moldavi, e così via. E’ un servizio assolutamente aperto a tutti.
- Come ha saputo dell’esistenza di Incipit?
- Ho visto un bando di Autopromozione Sociale per l’imprenditoria degli immigrati, da lì sono andato sul sito internet e sono giunto sino al link con la pagina di Incipit.
- In cosa l’ha aiutata l’Incubatore?
Se non avessi trovato Incipit non avrei potuto iniziare l’attività, perchè la migliore pubblicità per un servizio del genere è il passaparola. Ma ci vuole tempo perchè ciò avvenga e perchè la clientela si infoltisca, e non avrei potuto reggere da solo, anche perchè i tempi sono piuttosto lunghi per queste pratiche e dunque ci vuole un lungo periodo perchè i primi clienti si possano dichiarare soddisfatti e raccomandare i tuoi servizi ad altri, per ampliare così la clientela. Il vantaggio principale è la sede, con l’affitto molto agevolato, l’assenza di una caparra, e la fornitura di strumenti e mobilio essenziali per lavorare. Sono stati utili anche i seminari organizzati sugli adempimenti fiscali, sulla legislazione del lavoro, sulla privacy e così via. Tutta roba utilissima per l’attività, soprattutto per chi si muove nell’ambito della legge. Se non avessi avuto la struttura forse non avrei neanche trovato il coraggio di fare questo passo.
- Come si trova a Corviale?
- Io mi trovo bene ma ho dei problemi logistici. È in periferia e dunque non è facile per tutti da raggiungere, soprattutto per i miei clienti che spesso non hanno la macchina e devono spostarsi con i mezzi pubblici. Non ci sono riferimenti importanti vicino come una metropolitana ed ho difficoltà a spiegare alla gente dove mi trovo e come raggiungermi.
- Che effetto ha sul suo lavoro stare qui, nel Serpentone?
- Per quanto riguarda l’impatto estetico del palazzo, non ha alcuna importanza. L’incubatore in sé invece dà un’ottima impressione, è una struttura molto buona ed efficiente, e gli stemmi del Comune di Roma danno subito un’immagine di affidabilità ai miei clienti, e questo è molto importante. Il problema è legato all’illuminazione degli ambienti esterni: molte delle mie clienti ad esempio sono colf o badanti e lavorano fino al pomeriggio, arrivano qui quando è già sera ed hanno un po’ di paura perchè devono attraversare zone poco illuminate nel parco, e aspettare l’autobus al buio.
- Le facciamo gli auguri che possa essere migliorata la situazione, per non vanificare i frutti del suo buon lavoro e per la tranquillità delle sue clienti.
-Grazie, me lo auguro.
Come sempre, Corviali Saluti
Cristiano Orlando
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