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01 Agosto 2010 08:49  
   Viaggi
NEW YORK

 

Quando si incontra un mito è sempre difficile mantenere il controllo, la lucidità necessaria per osservarlo in modo obiettivo e magari trovargli un difetto. Piuttosto si rimane storditi e si continua a fissare il volto che già si aveva in mente. La realtà non conta più di tanto. Lo stesso succede con New York. Appena la vedi invece di guardare passi in rassegna tutte le volte che la sua immagine ti è apparsa nei film, nelle foto, nei video, nei poster, ovunque, anche in sogno.


New York, la Città in persona, quando la incontri pensi ad altro. Per esempio al fatto che finalmente ci sei arrivato. Sei al centro della terra, ancora più vero di quello geografico. Serve un po’ di tempo, un giorno, forse due, per aprire davvero gli occhi e avere il coraggio di affrontare sua maestà NY senza tanti preconcetti e senza troppa riverenza. Per questo almeno la prima volta che si visita sarebbe meglio restarci più di una settimana.

Altro inconveniente dell’incontro con un mito è che spesso c’è troppo da dire. E’ impossibile raccontarlo tutto in una volta, come anche è molto difficile descriverlo restando lontani dai luoghi comuni. Io per una fortunata coincidenza ho passato a New York un mese, abbastanza per restarne completamente stregato. Così tanto che ho deciso di proporvi un viaggio a puntate e di darvi dei consigli pratici per cogliere solo le migliori tra le mille tentazioni di Manhattan.

Questa settimana ho scelto la zona più famosa tra i giovani, la parte del Village e di Chelsea. Siamo nel downtown zona ovest e in ogni angolo si respira un’aria rilassata da ritrovo per artisti. E’ un mondo a parte questo che nulla a che fare con l’imponente aggregato di grattacieli e megastore del Lower Manhattan. Qui anche un turista della vecchia Europa può sentirsi a suo agio e trovare i suoi angoli preferiti.

Il Village è un intrico di stradine strette tra la 14th st., la quarta avenue e l’Hudson river. All’interno c’è un’atmosfera raffinata e riposante, che convive alla perfezione con lo stile glamour e mondano che da decenni caratterizza la zona. Qui vive la generazione trendy di New York, professionisti del mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura. E’ facile identificarli, disinvolti nei loro abiti strambi, tutti più o meno affermati e di certo tutti molto ricchi perché in queste vie alberate e silenziose i prezzi delle case raggiungono cifre da record e abitarci è di per sé un traguardo. Inoltre strade come Perry st. o Bleeker st. sono state più volte utilizzate come set per il cinema e la tv. A partire dalla serie di Sex and the City che qui ha ambientato tanti episodi. E forse vi capiterà di imbattervi nel tour creato apposta per mostrare i punti santificati dal celebre telefilm (dunque, se vi dovesse capitare di vedere una ventina di persone intente a fissare in religioso silenzio un portone qualunque di Perry st, non allarmatevi: è perché al civico n.80 si trovava la casa della protagonista).

Un giro al Village è sempre divertente anche perché offre una vasta scelta di caffè e locali, tra i migliori c’è La Focaccia e anche se ci si sente in colpa ad andare in un locale italiano all’estero questo merita una visita per i suoi comodi tavolini che affacciano sulla fantastica Bleeker St. e per gli ottimi toast. Altro locale poco più avanti è il Tartine’s di matrice francese: piccolo, molto di moda tra gli abitanti del quartiere e spesso iper-affollato, ma se andate con largo anticipo e riuscite ad accaparrarvi uno dei tavolini all’interno avrete a disposizione un menù di pochi piatti tutti ottimi e a prezzi più che accessibili. Il vino si porta da casa ed è un bene considerati i prezzi a bottiglia degli altri ristoranti. Se invece quello che cercate è una cena romantica potete optare per August o per The Place nella 4th st. Entrambi sofisticati e non eccessivamente costosi.

L’11th st. invece è la strada della shopping ma bisogna sapere che nonostante l’aria friendly e anticonformista del Village molte boutique hanno prezzi da capogiro, come i bei negozi di Ralph Lauren o di Marc Jacobs che rappresentano un punto di riferimento nella moda cittadina. Tuttavia c’è un acquisto di cui non vi pentirete: i dolci della Magnolia Bakery, una pasticceria che produce muffin da rimanere senza fiato. Anche questa è apparsa in varie fiction e attira, soprattutto di sabato, una fila chilometrica.

Scendendo poco oltre la 14th si entra a Chelsea e l’aria cambia. E’ sempre un quartiere di moda, ma la sua promozione a luogo di richiamo è avvenuta in tempi più recenti rispetto al Village e le strade mantengono ancora qualche traccia di un passato più trasandato. Ma basta dare una seconda occhiata per trovare i segni della recente notorietà. A partire dal Meatpacking District, ovvero la zona dell’ex mattatoio dove è sorta una concentrazione impressionante di locali e ristoranti, tutti con qualcosa di speciale e alcuni davvero eccezionali.

Ogni sera qui si tiene lo spettacolo della New York che ama vivere la notte e che sgomita per trovare il tavolo migliore nel ristorante di punta. Si passa dallo storico Florent, a Gansevoort st., trattoria francese economica e buonissima, frequentata sia dai giovani studenti che dalle star del cinema. Fino al Pastis, sulla 9th avenue angolo 11th st., adorato da chi vuole farsi notare, tanto che spesso oltre al cameriere intorno ai tavoli gira anche un paparazzo. Un luogo che merita una spedizione a parte è l’Hotel Gansevoort, sull’omonima strada, dalla cui terrazza si può ammirare una vista dello skyline del New Jersey davvero straordinaria. Se qui prendete un bicchiere di vino bevetelo a piccoli sorsi, perché davanti al profilo di questi grattacieli punteggiati da migliaia di piccole luci che si specchiano sull’Hudson, sarebbe un peccato andare di fretta.

Se oltre a quello della pancia sentite anche il richiamo della cultura sappiate che Chelsea presenta il più alto numero di gallerie d’arte di tutta New York, radunate soprattutto sulla 23th st, tra l’ottava e la nona avenue.

Dimenticatevi l’arte contemporanea dove una trave di legno con un chiodo è definita un capolavoro, qui i giovani artisti riescono ad emozionare realmente con creazioni che vanno oltre la noia del criptico assoluto o del ma-questo-dove-l’ho-già-visto? e una passeggiata sulla ventitreesima, a zigzag dentro e fuori le gallerie, vi farà scoprire un modo diverso, e molto più coinvolgente, di fare arte oggi.

Federico Pompei

 



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