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01 Agosto 2010 08:41  
   Cinema
RADIO AMERICA

Uno show radiofonico che nel mondo anglosassone ha 35 milioni di ascoltatori diventa occasione per una nuova lettura altmaniana degli States.

Titolo originale: A Prairie Home Companion
Regia: Robert Altman
Sceneggiatura: Garrison Keillor
Anno: 2006
Nazione: Stati Uniti d'America
Durata: 100'
Genere: commedia

Interpreti: Meryl Streep, Lindsay Lohan, Woody Harrelson, Kevin Kline, John C. Reilly, Tommy Lee Jones


Robert Altman è tornato alla sue origini, proponendoci uno spaccato degli Stati Uniti che non esistono più, quelli degli slogan ingenui che propongono caramelle al rabarbaro e fagioli in scatola, della musica country che racconta storie d’amore e di fede con una semplicità che solo in apparenza può apparire superficiale, con cantanti vestiti da cowboy che scandalizzano il pubblico con battutacce grevi e scurrili e altro ancora. Nessuno più del regista americano è in grado di gestire una produzione del genere, riuscendo con una maestria eccezionale ad amalgamare un cast fantastico che risponde alla perfezione a tutti gli input che l’autore riesce costantemente ad imprimergli, creando un’opera spigliata, divertente e profondamente credibile. Come in un’orchestra il risultato finale e dato dalla somma delle parti e non dalla singolarità, ed è proprio la forza della collettività a rendere funzionale ed adeguato il tono del racconto, che in maniera lieve e sottile incanta lo spettatore che per tutta la visione rimane sospeso tra le note spensierate delle canzoni ed i siparietti dei grandi attori che animano il palcoscenico. L’habitat naturale del regista di “Nashville” è decisamente questo, una scena popolata da numerosi e disparati personaggi, una trama composta da piccole storie che s’intrecciano, con la capacità mirabolante di far funzionare il tutto alla perfezione. Ogni elemento narrativo e funzionale al suo precedente ed al suo successivo e tutto è teso alla realizzazione di questo piccolo affresco a stelle e strisce, nella rappresentazione di una società rimasta ancorata a determinati valori che, giusti o sbagliati che siano, risultano anacronistici, palesemente fuori sincrono rispetto alla realtà di un mondo in cui tutto scorre ad una velocità doppia rispetto alla musica che i protagonisti continuano a proporre giorno dopo giorno, anno dopo anno, preservando uno spirito puro e semplice di una nazione che è stata violentata dal denaro, dal progresso, dalla sete insaziabile di uomini senza scrupoli. “Radio America” è quel tipo di film che si lascia apprezzare, che delicatamente ti sussurra delle belle parole, che riconcilia lo sguardo con la piacevolezza delle immagini, che ancora una volta ci dimostra che il cinema, con la presenza della dovuta classe dietro la macchina da presa, è la più reale delle illusioni.

 
Voto: 7



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