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ROMA - “Berlusconi non si sottrarrà alla giustizia né sottrarrà tempo al governo”. Ad assicurarlo è il ministro della Giustizia Angelino Alfano. “Berlusconi vorrebbe andare in tribunale sempre - ha detto il Guardasigilli ospite di Lucia Annunziata in tv alla trasmissione In mezz'ora, in onda su Raitre- ma il tribunale è un luogo dove ci si difende dalle accuse studiando le carte, e questo porterebbe via del tempo al Premier che ora deve solo pensare a governare. E' questo il motivo della creazione del provvedimento che interrompe i processi del premier. Ma Berlusconi -ha assicurato Alfano - non si sottrarrà ai processi: quando avrà finito di governare si farà processare dai tribunali italiani”. Sempre in tema di giustizia e riforme, il ministro ha voluto sottolineare che la legge sul legittimo impedimento, recentemente approvata dalla Camera, “non è una legge ad personam in favore del presidente del Consiglio, né pone Silvio Berlusconi al riparo dalla giustizia. Il bivio - ha aggiunto il Guardasigilli - è tra il dovere del presidente del Consiglio di governare e il diritto di difendersi dai processi: basti pensare che Berlusconi avrebbe presto dovuto affrontare 23 udienze in 65 giorni. Ma non è al riparo della giustizia, perché sarà giudicato quando avrà finito di governare”. Il governo, ha spiegato il titolare della Giustizia, sta lavorando sia all'immunità sia al Lodo Alfano bis. “Stiamo studiando l'approccio migliore. Non siamo dell'idea di improvvisare una soluzione”ha detto il ministro, aggiungendo che l'esecutivo è alla ricerca di una soluzione condivisa. “L'espressione immunità - ha voluto poi sottolineare Alfano - è diventata un sinonimo di illegalità. Questa equazione va smontata. Quanto al processo breve non è su un binario morto come sostenuto dal presidente della Camera Gianfranco Fini; non ha nessuna urgenza di essere approvato, però abbiamo intenzione di mantenere saldo il principio che i cittadini debbano sapere il momento in cui si è condannati o dichiarati innocenti”. Alfano ha anche affrontato la questione della sentenza beffa della Cassazione che favorisce i boss, confermando che il ministero della Giustizia sta mettendo a punto un decreto che sarà approvato mercoledì mattina dal Consiglio dei ministri per mantenere ai tribunali la competenza per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, comunque aggravato. Un intervento a tutto campo quello del ministro che mira a difendere il Premier e tutta la giustizia italiana.
Ilaria Biancacci
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