ROMA – Mancano ormai solo 103 giorni al debutto della nazionale italiana di calcio al mondiale sudafricano, e ieri sera, allo stadio Louis II del Principato Di Monaco, è stata l’ultima amichevole di lusso per gli azzurri prima dell’appuntamento mondiale, per questo il commissario tecnico Marcello Lippi ha potuto “sperimentare”, viste le numerose assenze per infortunio, alcuni nuovi convocati e giovani interessanti, compiendo alcune rivoluzioni tattiche: una su tutte la difesa a tre. Infatti i tre difensori davanti a Marchetti, titolare vista l'assenza di Buffon per infortunio, sono stati capitan Cannavaro, affiancato dall'inamovibile compagno di squadra Chiellini e da un promettente esordiente: Leonardo Bonucci, 27 gare in A per guadagnarsi la convocazione in Nazionale e occasione unica per giocarsi il Mondiale. E se la gioca bene il giovane difensore in forza al Bari. Bagna il suo esordio con una prestazione ordinata e di grande personalità, dominando nel gioco aereo e marcando molto bene un cliente “non facile” come Eto’o. A centrocampo oltre ai Campioni del Mondo Pirlo e De Rossi, il tecnico di Viareggio schiera larghi il napoletano Maggio a destra, e il Genoano Criscito a sinistra. Ma la vera rivoluzione è toccata al reparto avanzato. Qui i "premi" sono andati al piccolo Cossu e a Marco Borriello. Il centrocampista del Cagliari corona un sogno nazionale a 30 anni mentre per l'attaccante rossonero è un occasione per mettersi in luce dopo una carriera di alti e bassi, piccoli fantasmi di doping e tanto gossip. Ora finalmente dimostra una continuità con il gol (grazie anche alle invenzioni di Ronaldinho e Pato). Le due new entry sono affiancate dal capocannoniere del campionato, Totò Di Natale. Il Camerun allenato dal francese Le Guen non è un avversario facile. Vuoi perché ormai tutti i suoi giocatori militano in campionati europei, vuoi per lo strapotere fisico tipico delle squadre africane. Ieri sera il tecnico ex Lione, Rangers e PSG ha schierato Kameni tra i pali, poi Matip, Nkoulou, Bassong e Assou-Ekotoin difesa; Mbia, Makoun, il Gunners Song ed Emana a centrocampo; Idrissou e il nerazzurro Samuel Eto'o in avanti.
Pronti via, anche se è un amichevole gli animi si accendono presto, sia per la manifesta volontà di Eto'o di dimostrare che la sua squadra può puntare in altro, sia per il gol annullato (giustamente) a Chellini al 13' sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Proprio Chiellini pare essere il più nervoso in campo, lo juventino, dopo appena 20 minuti di gioco, viene ammonito per comportamento falloso reiterato. Non che i giocatori del Camerun ci vadano giù leggeri: ammonito anche Eyong per un'entrata killer su Pirlo. Ed effettivamente sono solo i numerosi falli a tenere viva la prima frazione di gioco: se si escludono un paio di buone giocate di Cossu, il primo tempo è ben poca cosa. Nella ripresa Lippi torna quindi ad una retroguardia a 4, decidendo per 4 cambi: dentro Gattuso, Marchisio, Montolivo e Pazzini, fuori Pirlo, De Rossi, Criscito e Borriello. Dopo 120 secondi, gli azzurri si portano in zona tiro con Di Natale a cui si oppone Hamidou. Il secondo tempo dà l'illusione di poter vedere qualcosa di buono. Al 55' l'Italia prova un nuovo affondo con la bella verticalizzazione di Marchisio per il sinistro incrociato di Pazzini, che fa il movimento giusto ma non impatta il pallone nel migliore dei modi, trovando così la respinta di Assou-Ekotto. Purtroppo, però, è solo un'illusione. La partita non decolla, non ci sono spazi per i piedi raffinati dei nostri giocatori e la scontro si consuma soprattutto sul piano fisico. Al 70' l'Italia si riporta in avanti e sugli sviluppi di un corner, sfiora il gol: palla lunga sul secondo palo, un tocco di Quagliarella riporta il pallone al limite dell'area piccola dove Bonucci potrebbe girare a rete, ma Hamidou esce a tempo e riesce ad allontanare la minaccia. Adieci minuti dalla fine sono i Leoni Indomabili a tentare lo scherzetto, ma il guardalinee è attento a segnalare il fuorigioco millimetrico di Webò. Sul finire di partita, è il Camerun a rendersi più pericoloso, ma questa non è serata di gol, purtroppo neanche di emozioni e bel gioco.
MATTEO MORI