ROMA - Vieira e Balotelli, l’agonismo da pelle nera e la forza di colore dell’Inter: primo gol in serie A per il 17enne di Brescia, a fare coppia con l’ennesima rete nerazzurra regalata dalla terna arbitrale: Patrick Vieira con licenza di gomitata sugli zigomi, ma per Massimo Mauro e Mario Sconcerti il calcio è affare di “contatto”. Lesioni aggravate sul campo, insulti alla morale sullo schermo via etere. Taddei (ultimamente fa solo gol, poi nulla) e Mirko Vucinic (nemmeno gli Shevchenko e Zico più in forma segnano così) illudono la platea da Olimpico romanista, Marco Rossi e Leon disilludono, il tifoso giallorosso si strappa qualsiasi radice cutanea e si interroga sulla natura schizoide della propria squadra, Daniele De Rossi è atomismo allo stato impuro dagli 11 metri: mira infallibile all’angolo alto, come a Berlino così a Roma. 3-2, e Roma continua a sognare allori, trionfi e bivacchi notturni. Doppio Inzaghi e Kakà sono garanzia di successo per il Milan che a San Siro prende a 3 sportellate a 1 il Cagliari (Conti su papera di Kalac) che dice addio al suo ruolino positivo. La compagine sarda rimane invischiata con 29 punti in penultima posizione insieme a Livorno, sconfitta per 2-0 (Maggio e Bonazzoli) a Marassi dalla Samp a soli quattro punti dal quarto posto (potrebbe rivelarsi questa la grande sorpresa della stagione), ed Empoli, risalita al cardiopalma per gli uomini di Malesani che espugnano Torino grazie a Vannucchi (0-1). All’ultimo posto ora rimane sola soletta la Reggina, liquidata per 2 reti a 0 dalla Fiorentina di Mutu e Pazzini. Colucci, Spinesi e Vargas, tre baci omoerotici per la prima trionfale di Walter Zenga sulla panchina del Catania, nonché in assoluto su una panchina di serie A. Catania a buon punto nella corsa salvezza, mentre seppur con una gara in meno (quella, tragica, contro la Juve) non si può dire altrettanto del Parma: gli uomini di Cuper arginano comunque le velleità laziali al Tardini, così ecco che a Bianchi e Pandev rispondono Paci e Budan. Serie di paci all’arma bianchi, la gara non si budan in pandevonio. Housmaine Kharja, ormai si sa, quando vede i colori bianconeri prende e segna: segnò con la divisa romanista alla Juventus, realizza una pregevole marcatura contro l’Udinese, ora a Siena si teme una prossima autorete. Floro Flores fa sfiorire i sogni dei toscani, fissando il risultato sull’1-1. Nel posticipo della lupara, il Palermo fa le veci della Roma, la Juventus quelle del Genoa. La gara termina dunque 3-2, la grandiosa doppietta di Amauri viene controbilanciata dal secco uno-due firmato Del Piero, cui però non corrisponde il tap-in della vittoria, fallito doppiamente da un Trezeguet in crisi d’ispirazione. Vittoria che, alata come non mai, sfugge dalle mani bianconere per posarsi in quelle rosee dei palermitani: Cassani, per fortuna la vocale non è quella lì, è il suo paggio: il missile terra-aria diretto sotto la traversa è solo un pericolo scampato per Buffon, nel caso drammatico lo avesse centrato in pieno. Come uno schioppo di lupara, che avvicina la Fiorentina a -2 lunghezze dal terzo posto.
Federico Ligotti