ROMA - Panucci e un sempre più ritrovato Mancini, la Roma conquista i suoi bravi tre punti e la Reggina perde il ruolo di First Lady, se mai lo abbia posseduto. Il baby campione Dossena illude il Friuli e l’Udinese, ma i bianconeri di razza juventina passano nella ripresa con la solita grinta targata Camoranesi e Iaquinta. Ma il portiere friulano mani-bucate Handanovic sta ispirando il nuovo modello Fiat: la Pandanovic. La Fiorentina nell’anticipo di Bergamo passa due volte in vantaggio (Pazzini e Semioli) e per due volte viene raggiunta dal puntero atalantino con il nome croccante, ‘muslim’ Muslimovic. Ad approfittarne è il Milan, che sembra non andare oltre il grigio pomeriggio da 0-0 contro il tenace Siena (immeritato il quartultimo posto per i toscani), e invece Ancelotti s’inventa la carta Paloschi, baby dal futuro raggiante che entra nella ripresa e dopo venti secondi, dico venti, segna e decide la gara. La risposta milanista al ragazzone interista Balotelli: non c’è niente da fare, l’Inter non riesce proprio ad acquisire una netta superiorità calcistica sui cugini indiavolati. La Fiorentina è solo a 2 punti di distacco, e la gara contro il Livorno va recuperata: il quarto posto è lì, basta allungare i piedini fatati. Nei punti bassi della classifica, risorge l’Empoli (rete di Vannucchi al Castellani) che inguaia la Lazio. Empoletani a un solo punto dal Parma, che non va oltre l’1-1 a Cagliari (a Jeda risponde Reginaldo), e a tre lunghezze dal Livorno (1-1 pure al Picchi, segna Tavano e per il Genoa replica Di Vaio). Perdono Palermo e Napoli, promesse outsider con la data di scadenza: segna Amauri, poi il Comunale va in tripudio per la doppietta dell’ex Di Michele e di Aimo Diana, altro ex. Aimo ti odiamo, avranno pensato i suoi vecchi tifosi. Cassano non fa il matto, ma la Samp vince lo stesso: partenopei schiantati dall’insolita coppia da rete Delvecchio-Franceschini. Posticipo di marca interista: 0-2 al Massimino di Catania. Tutto nella ripresa, Cambiasso (gol in netto fuorigioco, ma ormai i disappassionati di calcio ci hanno fatto il callo, al cuore), poi Suazo. Le velleità dell’inseguitrice rimangono appunto velleità.
Federico Ligotti