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A Carpineto Romano, fu scoperto nel 1968 il San Francesco in meditazione(1606) di Caravaggio; poi fu portato a Roma, dove fu restaurato, e messo in deposito alla Soprintendenza a Palazzo Barberini. Ma, il paesino di Carpineto Romano non accetta questa decisione e fa di tutto per riportarlo a casa.
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Roma - Inchiodata alla parete della chiesa di San Pietro, fu trovata, nel 1968, la tela di Caravaggio. Portata a Roma fu sottoposta a restauri che ne ufficializzarono l’autenticità. In effetti, nelle chiesa Santa Maria della Concezione, a Roma, possiamo trovare una famosissima copia del San Francesco in meditazione, che fu a lungo il centro di un grande dibattito, ma di cui sappiamo riconoscere oggi la mano di uno stretto seguace di Caravaggio. L’opera di Caravaggio viene dichiarata proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, e consegnata in deposito presso la Soprintendenza a Palazzo Barberini, sede della Galleria nazionale d’arte antica. Questa decisione di conservare l’opera a Roma è stata presa perché i dirigenti hanno ritenuto che a Roma la tela fosse più valorizzata, e godesse di una più ampia visibilità da parte del pubblico, e soprattutto perché non era materialmente possibile conservarla a Carpineto Romano in quanto non esisteva un luogo all’altezza della conservazione di questa nobilissima opera. Di fronte a questi argomenti, il Comune di Carpineto Romano ha risposto ristrutturando il Museo civico di Palazzo Aldobrandini ai massimi standard internazionali di sicurezza e di conservazione microclimatica grazie al sostegno con oltre 2,5 milioni di euro della Regione Lazio con l'assessorato alla Cultura di Giulia Rodano, paladina della restituzione dei beni culturali al proprio territorio d'origine, che sottolinea: "Siamo pronti e disponibili a fare tutto quello che serve. Abbiamo ottemperato alle indicazioni della Soprintendenza modificando anche il progetto originario. Riteniamo che ormai non ci siano più ragioni culturali a dire di no. Quanto alla visibilità, Carpineto offrirebbe davvero un bellissimo one opera show, mentre a Roma l'opera di Caravaggio sarebbe una delle tante, tant'è la mandano in giro per il mondo". Rossella Vodret, attuale soprintendente al polo museale romano, che fece luce nel 2000 sull’enigma dei due “San Francesco” di Caravaggio, risponde: " Se le condizioni di sicurezza ci sono il Caravaggio può tornare. Ma con l’accordo che in caso di mostre venga ridato in prestito". Il caso sembra concluso ma bisognerà comunque aspettare per celebrare il ritorno del San Francesco in meditazione a Carpineto Romano; nell'ambito delle iniziative per l'anniversario della morte dell'artista, è in tournée per la Scandinavia, fino ad aprile rimarrà in mostra a Stoccolma, poi toccherà Helsinki e Bergen, mentre e a novembre sarà a Palazzo Venezia per la grande mostra “Roma al tempo di Caravaggio”.
Priscillia Roussey
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