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11 Marzo 2010 22:16  
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NFL: XLII SUPERBOWL, L'IMPRESA DI NEW YORK

La squadra newyorkese compie il miracolo e riesce nell’impresa di infliggere la prima sconfitta stagionale ai Patriots, conquistando così il 42esimo Superbowl

PHOENIX (Arizona, USA) – Era tutto scritto, o almeno lo credevano in molti. New England domenica sera sarebbe dovuta entrare nella leggenda, avrebbe dovuto vincere il Superbowl numero 42, chiudendo così la stagione da imbattuta, cosa riuscita solo ai Dolphins nel ’72. E Brady, il loro quarterback, avrebbe dovuto vincere il suo quarto titolo NFL, impresa riuscita solo ad altri due giocatori nella storia della Lega (Terry Bradshaw e Joe Montana).  Ma nessuno aveva fatto i conti con i Giants ed Eli Mannnig. Già, proprio il fratellino meno conosciuto e meno forte della famiglia Manning ci ha messo lo zampino, e con un ultima grandissima giocata, in comproprietà con Burress, ha regalato la vittoria alla sua squadra. Ma importantissimo alla fine è risultato anche il lavoro della difesa di New York, che per tutta la gara ha portato pressione su Brady impedendogli di trovare facilmente i suoi ricevitori e tenendo l’attacco più forte e prolifico della nazione (quasi 37 punti di media a partita) a soli 14 punti segnati.

Quella fatto dai Giants è stato un lungo cammino, e prima di questi playoff nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria di New York. C’erano team sulla carta molto più accreditati: New England, Indianapolis (di Payton Manning), Dallas e Green Bay, invece la squadra della “Grande Mela” ha stupito tutti, battendo in successione Tampa Bay, i Cowboys e poi i Packers. Tutte vittorie in trasferta visto il record non entusiasmante (10 vinte e 6 perse) con il quale gli uomini di coach Tom Coughlin avevano finito la stagione regolare, e che li ha quindi sempre costretti ad avere un fattore campo sfavorevole. Se i Buccaneers erano ampiamente alla portata, i capolavori sono stati invece le vittorie prima con Dallas, e poi soprattutto contro Green Bay, una gara quest’ultima dove i giocatori si sono trovati di fronte a condizioni climatiche (temperatura anche a -20°) non certo favorevoli, ma che alla fine non hanno fermato i Giants nella corsa verso il titolo di campioni NFL.   

18-0 era il record, immacolato, con il quale i New England Patriots si presentavano al “Grande Ballo”, convinti di poter ripetere quanto fatto dai Miami Dolphins nel 1972 quando finirono la loro stagione da imbattuti. Ed invece proprio quando mancava poco all’impresa che li avrebbe fatti entrare nella storia, la squadra di coach Bill Belichick si è dovuta arrendere ai Giants. La rivalità era tanta perché oltre a due squadre si sfidavano anche due città. Boston contro New York. E se nel baseball gli Yankees devono stare a guardare i Red Sox vincere, e nel basket i Celtics puntano dritti verso il titolo, mentre i Knicks arrancano nelle parti basse della classifica, nel football è arrivata invece la rivincita più inaspettata.  

Papà Archie Manning (ex quarterback di New Orleans per 14 stagioni) potrà così essere soddisfatto. Dopo il successo di Payton lo scorso anno con i Colts, quest’anno a portare a casa Manning il trofeo ci ha pensato Eli che, come il fratello maggiore, ha conquistato anche il titolo di MVP del Superbowl. In attesa di sapere se si avvererà mai una finale tutta in famiglia New York può fare festa, quello che nessuno avrebbe mai pensato è accaduto, e per una sera (lunga un anno) i veri “Giganti” sono davvero loro.

 

Stefano Veneziano Broccia

 

 



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