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01 Agosto 2010 08:39  
   Serie A
SERIE A, 37a GIORNATA: MULTINAZIONALE INTER, E ORA?

L’Inter di Mancini spreca il secondo point-scudetto, complice la prepotenza di Materazzi e lo stato di grazia di Kharja. Il Milan, a sua volta, perde la gara di Napoli e viene scavalcato nuovamente al quarto posto dalla Fiorentina. Salve Reggina, Torino e Cagliari, mentre Empoli, Catania e Parma si giocano l’ultimo posto salvezza: queste ultime due se la vedranno negli scontri incrociati con Roma e Inter. 

ROMA - Hanno un unico giocatore italiano nella rosa di circa 40 elementi, colui che con uno anzi due colpi di testa ci ha fatto vincere la finale mondiale: Marco Materazzi. Hanno una lista di tre rigoristi: Cruz, Balotelli, e per l’appunto, Materazzi. E il rigore decisivo per lo scudetto, l’ennesimo regalato all’Inter, chi lo va a sbagliare? Materazzi, con la “gava” alla bocca. Tutto ciò dopo che Vieira e Balotelli avevano portato per due volte in vantaggio l’Inter, raggiunti dall’indigesto Maccarone e da Kharja, ex romanista sontuoso come un tappeto arabo. Juryi Lotman, il celebre critico fondatore della dottrina letteraria della semiologia, distingueva tra esperienza visibile, quella sotto agli occhi di tutti noi ma fallace, ed esperienza reale, quel tipo di esperienza veritiera ma abilmente celata. Bene, se quel rigore fosse andato a segno l’Inter, secondo l’esperienza visibile, avrebbe ora 84 punti e sarebbe campione d’Italia, mentre secondo l’altro tipo di esperienza, quella reale e veritiera, meriterebbe 64 punti, “appena” 20 in meno degli attuali, avendo trafugato la differenza. Ai danni della Roma, che con Panucci e De Rossi chiude in bellezza la super stagione davanti ai propri tifosi accompagnata da boati a intermittenza e cori quanto mai giusti, “vincerete vincerete vincerete il tricolor”. Di Bellini il gol della bandiera orobica. Roma e Inter con un punto di differenza a dividerle: si giocheranno il tricolore a Catania e a Parma, dove risiedono le due compagini che, insieme all’Empoli, sono rimaste in corsa per un posto salvezza. Il Parma, perdendo a Firenze per 3-1 (Budan, Santana, Osvaldo e Semioli) rilancia i sogni Champions della banda Prandelli e pone se stessa dinanzi a una verità inconfutabile: essendo a due punti di distacco dal Catania quartultimo, dovrà per forza vincere contro Mancini & co. Così come l’impresa al Massimino dovrà tentarla il Catania, in vantaggio per tre quarti di gara a Torino contro la Juve, grazie alla rete di Martinez, e ripresa da un Alex del Piero in forma europea: la rete del capitano juventino permette al Parma di non retrocedere, facendo sì che Parma-Inter diventi partita del dentro o fuori, di vita o di morte.

  Parma-Inter e Catania-Roma, sfide incrociate anche per un altro motivo: i tecnici Cuper e Zenga sono entrambi vecchie conoscenze interiste, e domenica prossima potranno dare la gioia o la disperazione alla loro ex-squadra. Restando nei piani alti della classifica, il Milan fresco di quarto posto e di sbornie post-derby, si confonde e affonda nella bolgia di Napoli: 3-1 senza redenzione, Hamsik, Domizzi su rigore, Garics e Seedorf allo scadere. Si salvano invece Torino, 0-1 di Rosina condannando a Livorno il Livorno alla B, Cagliari, 0-2 a Udine con un sorso di Acquafresca e un Cossu in forma a più non possu, e Reggina, 2-0 sull’Empoli targato Barreto e Amoruso, due eurogol. La squadra di Cagni si salverà solo se Catania e Parma non faranno più di un punto a testa, per ora è penultima. Ragazzi, restate tranquilli: la serie B non è poi così tragica, tutti gli uomini almeno una volta nella vita ci scendono. Palermo-Sampdoria e Genoa-Lazio sono due 0-2 che non fanno più male alla classifica, mentre le coppie in rete, Rocchi-Pandev e Maggio-Cassano, si confermano delle meraviglie. La Samp comunque supera l’Udinese al sesto posto.

  L’Inter di Berto il Mancio ha sprecato già due match-scudetto su tre, una media invidiabile che, si sa, non ha i proverbi tanto dalla propria parte: non c’è due senza tre, specie se il tre si realizza nel mese di Maggio, da cancellare sul calendario interista. Meglio allora vincerli ad Aprile gli scudetti, sennò qualche improbabile poco profetico turista nerazzurro rischierebbe alla grande un attacco di agorafobia, se il suo aereo dovesse partire da Fiumicino domenica prossima notte. 

  Federico Ligotti         



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