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MELBOURNE – Come Schumacher dei bei tempi, Raikkonen alla sua prima gara ufficiale con la Ferrari dopo aver conquistato la pole position il sabato domina il Gp della domenica partendo davanti a tutti e rimanendoci per tutti i giri del percorso. Il finlandese così conquista la vittoria all’esordio su una Ferrari, come solo Fangio, Musso, Baghetti, Andretti e Mansell erano riusciti a fare. Comincia quindi nel migliore dei modi l’era post Michael Schumacher in casa del cavallino, con la festa che sarebbe potuta essere un tripudio se il brasiliano Massa non avesse rotto il cambio durante le qualifiche, visto che Felipe partendo 16esimo è riuscito a rimontare fino alla sesta posizione. Nel fare i complimenti però al pilota di Espoo non bisogna dimenticare la nuova F2007, che è sembrata troppo superiore alle altre, cosa questa riconosciuta anche dagli avversari nel dopo qualifiche e nel dopo gara. Parlando di avversari, la McLaren ha piazzato le sue due monoposto alle spalle di Raikkonen: ma se il campione in carica, lo spagnolo Alonso, ha conquistato un buon secondo posto vista la supremazia della Rossa che oggi vietava qualsiasi progetto di vittoria, il suo secondo il britannico Hamilton ha compiuto un’impresa arrivando terzo al suo debutto in F1, rimanendo peraltro davanti allo stesso Alonso fino al secondo pit-stop, dimostrando un talento quanto mai fuori dal comune. Quarta è arrivata la Bmw di Heidfield, regolare e senza sbavature come il suo solito, seguito da un ottimo Fisichella che ha tirato fuori il massimo dalla sua Renault, sembrata la brutta copia della macchina che ha dominato gli ultimi due Mondiali; alle loro spalle come detto l’altro ferrarista Massa, autore di una prova coraggiosa con un solo pit-stop che ha portato una rimonta emozionante e 3 punti in cascina per la Ferrari frutto del sesto posto finale. Tornando a Kimi Raikkonen, sicuramente il modo migliore di iniziare il Mondiale2007, quello del dopo Schumacher, dando un segnale di forza a tutto l’ambiente, che ora comincia a credere davvero di aver trovato l’erede, quello vero, del tedesco; tedesco, che a fine gara ha chiamato personalmente il giovane pilota finlandese per congratularsi, un vero e proprio passaggio di consegne.
Ugo Tucci
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