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ROMA – Clima di tensione tra Italia e Iran sull’arresto di cinque cittadini iraniani, accusati di traffico d’armi. Le accuse provengono dall’IRIB, cioè la tv di Stato dell’Iran, e prendono di mira il Ministro degli Esteri Franco Frattini: secondo la tv iraniana, l’arresto è una delle manovre di una politica anti-iraniana dettata direttamente da Israele. La voce è confermata anche dal portavoce del ministro degli interni iraniano: tutta una manovra le cui fila sono tenute da Israele. Frattini rimanda al mittente le accuse, adducendo come motivazione che la magistratura che ha stabilito l’arresto dei cinque mediorientali è un organo indipendente dallo Stato e dal governo (almeno sulla carta). Questi arresti fanno sì parte di una manovra, ma della magistratura. Infatti, si sta conducendo un’inchiesta sul traffico d’armi che solo a Milano ha portato a sette arresti per traffico illecito di armi destinate proprio verso l’Iran. L’inchiesta in corso ha portato all’arresto anche di alcuni italiani, accusate di violazioni sulle leggi che regolano il traffico internazionale delle armi. Adesso, Teheran richiede il rilascio di due dei concittadini arrestati, pena uno scandalo diplomatico; attualmente, i due sono detenuti nei carceri di Roma e di Torino, e l’Iran fa manifesta la sua preoccupazione per le condizioni detentive; anche queste accuse sono state respinte da Frattini. Intanto, a Teheran è stato convocato l’ambasciatore italiano Alberto Bradanini dal ministro degli esteri dell’Iran, per discutere dell’impeachment. A monte della vicenda, c’è la visita che nei mesi scorsi il premier Silvio Berlusconi ha fatto proprio in Israele. Secondo la tv iraniana Irib, infatti, questa visita è stata l’atto formale di adesione dell’Italia alle politiche israeliane, di cui adesso è braccio destro nella lotta contro l’Iran. Sempre secondo la tv iraniana, durante questa visita il premier sembra aver promesso non solo appoggio ed adesione – di cui i recenti arresti sono solo una conferma di fedeltà alla causa – ma anche un impegno serio nel sorreggere qualsiasi altra iniziativa repressiva che Israele intenti.
Alessia Bellezza
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