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ROMA – Ieri mattina gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare di Montalto di Castro, bloccata dal referendum del 1987. Gli striscioni dei manifestanti denunciavano l’ “Emergenza nucleare”, scritta che compariva su uno di questi. Su un secondo striscione era raffigurato l’urlo ‘nucleare’, simbolo della campagna di Greenpeace contro il nucleare. “eIl nucleare è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo- sostiene Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace- Tornare al nucleare significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali nucleari obsolete e pericolose, e sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica italiana e per il clima: rinnovabili ed efficienza energetica”. Quello di Montalto è uno dei siti più probabili per la localizzazione di reattori nucleari: si trova in una zona costiera a basso rischio sismico e idrogeologico, potendo già contare sulla presenza di una rete elettrica in grado di trasportare 3500 MW. Prima del referendum, proprio a Montalto, erano stati avviati i lavori per la costruzione di una centrale nucleare molto contestata. Il Governo con la legge 99/2009 ha disposto che le regioni non abbiano voce in capitolo rispetto alla decisione di localizzazione di centrali nucleari: tredici regioni hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale contro questo sopruso. Lepore commenta: «Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il nucleare, altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo». Greenpeace ha raccolto più di 64 mila firme contro l’istituzione di siti nucleari e ha attivato un numero verde al quale si rivolgono cittadini per manifestare il proprio dissenso al nucleare.
ELEONORA SILVI
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