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11 Marzo 2010 00:04  
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INCUBO LAZIO: E’ IN SERIE B

Se la Serie A finisse oggi i biancocelesti sarebbero retrocessi: all’Olimpico passa anche il Catania, che supera proprio la Lazio in classifica. Firmani: “Siamo preoccupati”.

ROMA – Triste. L’unico aggettivo per descrivere la Lazio targata Ballardini: una squadra senza gioco, senza idee e senza cuore, che si sta avviando piano piano verso la Serie B. E’ inspiegabile come una squadra che ora si trova al terz’ultimo posto in classifica, oltre che ai ‘soliti’ Pandev (ora all’Inter) e Ledesma, possa rinunciare ad un terzino come Lichsteiner (spedito in tribuna per aver esternato il suo dissenso contro l’operato della società) preferendogli un centrale come Biava, adattato in quel ruolo. E’ inspiegabile che tre giocatori arrivati la settimana scorsa (Hitzlsperger si allena da Mercoledì, Andrè Dias addirittura da venerdì) vengano gettati nella mischia contemporaneamente in una partita importante come quella contro il Catania. E’ inspiegabile che dopo il vantaggio etneo firmato Maxi Lopez (vicino al trasferimento proprio alla Lazio nel mercato di gennaio, e fatto aspettare per ore dal Presidente Lotito al momento dell’accordo, poi saltato) i biancocelesti non abbiano fatto neanche un tiro in porta nonostante mancasse mezz’ora al triplice fischio. E’ inaccettabile che sia Lotito che Ballardini non ammettano i loro errori, le proprie responsabilità per una situazione disperata che sta portano la Lazio in Serie B: si continua a parlare di una squadra che fa il suo, che gioca con ordine, che è sfortunata. La verità è che la Lazio merita il terz’ultimo posto: un squadra che prende gol con regolarità, che non ha gioco e che segna con il contagocce ha tutte le caratteristiche giuste per la retrocessione. Giocatori che l’anno scorso erano sulla cresta dell’onda come Foggia (convocato in Nazionale), Lichsteiner e Zarate completamente spariti: chi come i primi due che sono diventati riserve a tutti gli effetti, chi come l’argentino arrivato ad essere un corpo estraneo alla squadra in campo. Una squadra che continua a non avere un progetto: giocatori in prestito che non verranno riscattati, mentre quelli di proprietà che sono di valore chiederanno di essere ceduti e non rinnoveranno il proprio contratto (Muslera, Kolarov e Radu per fare qualche esempio). Anche il sindaco di Roma Alemanno ha deciso di intervenire, commentando il momento della squadra biancoceleste: “Esprimo grande preoccupazione per questo ennesimo risultato negativo della Lazio. Mi pare incredibile che nel giro di pochi mesi questa squadra sia passata dai successi di coppa alla zona retrocessione. Pur nel rispetto dei diversi ruoli - aggiunge -, invito tutti coloro che hanno responsabilità nella vita della squadra ad impegnarsi al massimo per allontanare lo spettro della retrocessione”. Un momento che sta portando i tifosi ad organizzare una forma di protesta forte, molto forte, che rappresenta forse la più pesante sconfitta per la gestione Lotito: uno dei leader degli Irriducibili, Fabrizio Toffolo, durante la trasmissione “Goal di Notte” su T9, ha annunciato che in vista della prossima gara contro la Fiorentina è intenzione della tifoseria biancoceleste di disertare lo stadio Olimpico, isolando il presidente Lotito e l’allenatore Ballardini. Anche se secondo le ultime notizie, ci sono buone possibilità che non sarà Ballardini a sedere sulla panchina biancoceleste da qui in avanti: la sua avventura alla Lazio è arrivata agli sgoccioli, e per la sua successione si fanno i nomi di Arrigoni (favorito), Camolese, Giordano e addirittura Zeman. Lazio mia, la Serie B non è stata mai così vicina.


Ugo Tucci

 



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