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01 Agosto 2010 08:32  
   Politica Nazionale
CAOS LISTE. BERLUSCONI: CI HANNO IMPEDITO LA CONSEGNA

Il premier difende i suoi funzionari: «Nessuna responsabilità» e se la prende con Radicali e magistrati. «Senza lista sforzi raddoppiati per far vincere la Polverini» 

ROMA -  I delegati del Pdl incaricati di consegnare le liste nel Lazio non hanno colpa, gli è stato impedito di consegnare le liste dai magistrati e dalla sinistra. Berlusconi non ha dubbi e ieri in conferenza stampa nella sede del Pdl ha fornito un’accurata ricostruzione della mattinata del 28 febbraio scorso. «Ai delegati del Pdl del Lazio è stato di presentare le liste con atti e comportamenti ben precisi, in quello che è accaduto non c‘è stata nessuna responsabilità riconducibile ai nostri funzionari». Berlusconi punta il dito contro i giornalisti e fornisce una «fedele e incontrovertibile» ricostruzione dei fatti «epurata da tutte le versioni interessate e maliziose che sono state diffuse dalla stampa». Secondo le informazioni raccolte dal Presidente del Consiglio i delegati del Pdl «si trovavano all’interno dell’ufficio circoscrizionale ben prima del limite previsto per le 12» ma per via della gazzarra aizzata dai radicali, convinti che il rappresentante Pdl stesse manomettendo le liste, sono stati costretti ad allontanarsi. Nel momento in cui hanno tentato di rientrare gli «veniva impedito violentemente di ritornare vicino alla documentazione» e quindi presentare le liste. «Con questa ricostruzione precisa, documentata, certificata  - continua Berlusconi –  noi faremo di nuovo ricorso e io sono sicuro che di fronte a questi fatti non potranno darci torto. Se così non fosse sosterremo lo stesso la Polverini con la lista civica». Lasciato agli avvocati il compito di continuare il braccio di ferro con gli organi giuridici Berlusconi punta il dito contro i suoi avversari politici: «Sono antidemocratici e meschini. Una sinistra sovietica che voleva correre da sola. Noi ci saremmo comportati nel modo opposto». Ma, nonostante il torto subito, Berlusconi annuncia battaglia «dimostreremo di poter prevalere sui malefici, la slealtà, l'atteggiamento antidemocratico». «Senza la lista Pdl - conclude – raddoppieremo i nostri sforzi per fare vincere la Polverini. Vinceremo nonostante questa penalizzazione ingiustificata». Dopo oltre dieci giorni in cui le dichiarazioni che venivano dal Pdl oscillavano tra chi colpevolizzava i magistrati e la sinistra e chi faceva autocritica, ieri Berlusconi e il Pdl hanno scelto una linea comune che con un colpo deciso cancella i mugugni di Bossi, Fini o La Russa. Quanti fino ad oggi hanno criticato la macchina elettorale del Pdl, ora fanno quadrato intorno alla versione «incontrovertibile». Dopo aver cercato di correre ai ripari con ricorsi e decreti riparatori, Berlusconi fornisce una cronaca dei fatti che contrasta con quanto sentito fino ad oggi e che Bersani dal Pd giudica «fantasiosa». Ma nel paese in cui non esistono verità accertabili e in cui ad ogni affermazione fa eco il suo contrario anche la scelta tra le due versioni appare come una scelta politica, finendo per continuare a spaccare il paese.  

Matteo Alfonsi



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