Titolo Originale: Mission Impossibile 3
Regia: J.J. Adams
Interpreti: Tom Cruise, Ving Rhames, Michelle Monaghan, Keri Russell, Philip Seymour Hoffman, Laurence Fishburne, Johnatan Rhys-Meyers, Maggie Q.
Durata: 125’
Nazionalità: USA
Genere: Azione
A dieci anni esatti dall’esordio della epopea dedicata all’agente segreto Ethan Hunt fa la sua apparizione il terzo capitolo dell’ormai famosa saga delle missioni impossibili, e anche se cambiano alcune componenti della sceneggiatura resta inalterata la struttura portante del film, che ruota sempre intorno al personaggio interpretato dall’inossidabile Tom Cruise. Il fattore determinante che pone questo episodio una spanna sopra i precedenti è la scelta azzeccata del regista, che questa volta è ricaduta su J.J.Abrams (già famoso per i serial televisivi Alias e Lost) che senza patemi di sorta prende il posto di due mostri sacri della macchina da presa come Brian De Palma e John “Colomba Bianca” Woo, con un’autorevolezza e una tranquillità di chi conosce bene il proprio mestiere. Partendo dal classico prologo che svela il drammatico futuro dei protagonisti, la storia riprende le fila della narrazione dal tranquillo quadretto familiare, che vede il buon agente segreto abbandonare le missioni sul campo per dedicarsi all’addestramento delle reclute, visto che l’amore per la sua bella e l’imminente matrimonio lo hanno convinto a rendere meno pericolosa la sua vita; ma il rapimento di una giovane agente da lui addestrata lo convincerà a tornare sul campo. Da questo momento in poi l’azione prende decisamente il sopravvento su tutto il resto e non c’è di che lamentarsi visto che la caccia al cattivo di turno è avvincente e spesso lascia senza fiato per la spettacolarità delle sequenze (su tutte la battaglia sul ponte), snodandosi come consuetudine da una parte all’altra del mondo, dall’Europa all’Asia, fino all’inevitabile resa dei conti. A differenza dei precedenti episodi, dove certamente non mancavano momenti di puro godimento visivo, la particolarità di questo “Mission Impossibile 3” risiede nella sua qualità di saper catalizzare la nostra attenzione per la sua intera durata, non lasciando spazi vuoti e momenti in cui lo spettatore potrebbe annoiarsi; questo risultato è ottenuto con una escalation inarrestabile d’azione, che sembra non conoscere fine, e dove nelle precedenti produzioni si cercava di proporre una sorta di autorialità al girato, qui la semplice risposta a tutti i mali sembra essere una sola: divertire. Chiaramente per apprezzare al meglio una produzione del genere, che ricordiamoci sempre essere un action movie, bisogna scendere a dei piccoli compromessi, come la caratterizzazione a volte inesistente dei personaggi, l’incerto realismo di alcune sequenze (in alcune situazioni sembra che le manette siano fatte di cioccolato più che d’acciaio), ma se siamo disposti ad accettare queste pecche il divertimento è assicurato. Due ore piene di sano intrattenimento, con sparatorie, esplosioni, inseguimenti, salti nel vuoto e tutto quanto fa azione, confezionato in maniera lineare ed impeccabile; è veramente il caso di aspettarsi di più da un blockbuster americano? La domanda è retorica, la risposta scontata.
Voto: 6 e mezzo
Matteo Catoni
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