Immaginatevi di stare sott’acqua, senza boccaglio. Tutto intorno puzza d’amarena, compresi voi. Immaginatevi un sacco di colori; toglietevi dalla testa il beige, il grigio melange e il viola melanzana. Per farvi un’idea potete buttare un occhio all’immagine che trovate da queste parti. Quelli sono i colori che vi circondano e quelli sono i colori che vi si ficcano sotto la pelle, dentro il naso, fino ad arrivare dritti nei polmoni. Ed il mocciolo che vi fuorisce dalle narici sembra un arcobaleno e le vostre pupille sembrano palle di fuoco. Immaginatevi un sacco di ragazze intorno ma non di quelle che trovano favolosi i libri di Coelho e che non ve la daranno mai. Ragazze disponibili, simpatiche, che apprezzano la vostra nullatenenza, il vostro rimettervi nelle mani di Dio e di un destino bastardo che vi vuole già vecchi quando voi di vecchio volete solo i blue jeans. Tutt’intorno girano bestie incredibili: ragni dalle zampe rosa, cani dalla lingua verde e coccodrilli dal ventre color arancia. E si muovono all’unisono, non rompono l’anima, non emettono versi fastidiosi, sembrano strafatti. Seguono un suono e quel suono è tutto ciò che di bello ci ha regalato l’America di fine anni Sessanta. Quel suono è pop, è rock e sarà punk, è tutto ciò che ogni radio del Sistema Solare dovrebbe passare da qui fino alla notte dei tempi. Immaginatevi che quel suono esca da una pentola gigantesca, incandescente, che ribolle come un vulcano pronto a ricevere l’ennesimo sacrificio umano dall’ennesima tribù sperduta in chissà quale angolo del pianeta. Ed a tuffarsi in essa, in un tripudio di lapilli e grida orgiastiche, ci sono i gruppi più scocciati che le vostre orecchie possano aver mai ascoltato: Count Five, The Brouges, The Seeds, 13th Floor Elevators, The Sonics ed un sacco di altri che però non potete ricordare perché ormai avete il cervello bruciato. Ecco, immaginatevi tutto questo e poi correte a cambiarvi perché è Domenica, perché non sapete come passare un grigio pomeriggio di Maggio, perché la vostra ragazza v’ha incastrato e dovete andare all’IKEA a scegliere la scadente mobilia che v’accompagnerà nel vostro impossibile tentativo di convivenza. Perché siamo al settimo anno del secondo millennio e le nostre giornate non assomigliano per niente a degli artefatti originali della Prima Era Psichedelica, ovvero quella che va dal 1965 al 1968. E forse è meglio così. Ci accontentiamo di questo doppio LP, uscito nel 1972, che raccoglie il meglio di quegli anni, il tutto scelto da Jac Holzman, fondatore dell’Elektra, e Lenny Kaze che poi si mise a suonare la chitarra per Patti Smith. E siccome siamo nel settimo anno del secondo millennio possiamo anche accontentarci del cofanetto di quattro cd uscito nel ’98 per la Rhino che amplia l’edizione originale di “Nuggets”. Sì, ok, è tutto un accontentarsi. Allora immaginatevi di non aver mai letto queste parole, immaginatevi che quei suoni non siano mai esistiti e correte all’IKEA che s’è fatto tardi.
Lorenzo Labbozzetta
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