ROMA - E’ uscito ormai da metà febbraio il nuovo album dei Tre Allegri Ragazzi Morti che con La Seconda Rivoluzione Sessuale si confermano un gruppo storico che continua a segnare il panorama della musica rock ‘n roll italiana. I Tre di Pordenone non mollano, anzi, alzano la posta. Con questo disco non lasciano dubbi sulla loro tenacia e sulla loro forza comunicativa. Un album che devo dire è proprio un bel regalo. Nonostante gli anni passino (sono più di 10 anni che i Tre girano per l’Italia) la prima piacevole sensazione che ne riceviamo è la carica vitale indiscutibile che non viene mai meno. Un album orecchiabile che non smentisce un suono caratteristico, rock ‘n roll, proprio degli inossidabili Tre di Pordenone. Forse, senza mettere in secondo piano il titolo, il centro di questo album può essere considerato proprio un’Allegria Senza Fine. Perché, nonostante si alternino canzoni lente (come La Poesia e La Merce o Ninna Nanna Per Nina, tra l’altro splendide, soffici e rabbiose) una cosa che non può prescindere da questo disco è l’Allegria. Quella con la A maiuscola, positiva, sfruttata con arte. Sono infatti numerose le collaborazioni esterne, tra cui: Agostino dei Lombroso dei Meganoidi, Ru Catania degli Africa Unite, Flora Machal, che canta il rap francese in 'L'Impegno', la mitica Marcella De Gregoriis, Brian Ritchie dei Violent Femmes e gli Zen Circus, tutte partecipazioni che rendono il risultato finale fresco, variopinto e coinvolgente. I testi ovviamente non lasciano dubbi sulla vena critica e sarcastica del gruppo, i ragazzi morti sono dopotutto attenti e acuti osservatori del nostro Bel Paese, senza però rinunciare anche a una commovente poesia intrinseca esaltata dalla splendida voce di Davide Toffolo (Ninna Nanna Per Nina ne è un esempio, da brivido). Certo nel complesso può lasciare perplessi i fanatici di una linea forse più “punk” o non so cosa (quelli che dicono “Ah, ma i Tarm sono cambiati da Mostri e Normali” oppure “Il Sogno del gorilla bianco è un album più “maturo””) ma di fatto proprio per la libertà creativa che questo album traspira non si può dire che i Tre Allegri Ragazzi Morti si sono allontanati dal solco finora lasciato nella musica della nostra martoriata penisola, anzi, hanno spinto sull’acceleratore continuando a portare avanti un sincero rock ‘n roll. Per i nostalgici poi bisogna dire che alcune canzoni sono davvero vecchio stile, come Lorenzo Piedi Grandi (qui la vita è lunga qui la vita aspetta che brucino le porte che prenda fuoco l'acqua che sia di nuovo inverno e non mi resta tempo) o proprio Allegria Senza Fine. A dimostrazione di questo, ovviamente, i concerti. Se la Morte è questa allora cogliesse tutti, nei letti e sugli autobus. Dal vivo Davide Toffolo non si risparmia nemmeno un po’, come l’energico e santo (o diavolo) batterista Luca Masseroni e il magnetico Enrico Molteni. Impossibile resistere, tutte queste canzoni non possono che unirsi a quelle finora prodotte creando un mix esplosivo e catartico. Questo album è ancora una volta una vera e propria liberazione.