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01 Agosto 2010 08:40  
   Musica
MUSICA: XTRMNTR

Suoni nevrotici ed immagini apocalittiche nel capolavoro dei Primal Scream.

Pochi dischi possono definirsi davvero “seminali”. “XTRMNTR” dei Primal Scream è uno di questi e ve lo scrive un soggettone che preferisce il rumore della lavatrice alla musica elettronica, anzi, spesso tende a confondere le due cose. In questo disco, uscito ormai sette anni fa, è presente il suono che ha caratterizzato i dancefloor d’inizio millennio. E soprattutto è presente tanta droga. Rigorosamente sintetica. La voce di Bobby Gillespie è malata e ripete spesso la parola “psycho”, in modo ossessivo, quasi claustrofobico. Il riferimento ad un disagio esistenziale è costante ed il sangue, il vomito, il disfacimento fisico e mentale indotti dall’alcool e dalle droghe ne sono un’espressione spaventosamente reale. Sono convinto che esistano pochi dischi di elettronica ricchi di contenuti come “XTRMNTR”. E questi contenuti vengono caricati in maniera esponenziale dalla musica stessa. Il suono è un pugno nello stomaco e ti martella il cervello. Ti proietta in una dimensione irreale, in un’era postbellica, tra le rovine di una città rasa al suolo da un’esplosione nucleare in cui ai superstiti non resta altro da fare che distruggersi il cervello. La politica è un tema ricorrente, Gillespie parla di “una ragazza con gli occhi a svastica” e definisce la democrazia “un’illusione”. La violenza dilaga, gli uomini in uniforme anche, l’aria è pesante come il piombo dei proiettili e la droga rimane l’unica via d’uscita. Un’atmosfera inquietante che il capolavoro dei Primal Scream descrive alla perfezione, in musica. Con questo album i Primal Scream hanno anticipato non solo l’elettronica degli ultimi anni. Hanno anche definito chirurgicamente la realtà, questa realtà. Una realtà spesso spaventosa in cui, come in un fotogramma, si succedono immagini delle Twin Towers che vanno a fuoco, messaggi di fantomatici condottieri islamici, pubblicità di detersivi, istantanee di obesi che affollano i McDonald’s e di dottori che riempiono seni di silicone. La redenzione però è possibile. La droga aiuta a rimandare il problema ma non lo risolve. Nel funk di “Kill All Hippies” Gillespie canta: “Voi avete i soldi, Io ho l’anima, Non posso essere comprato, Non posso essere posseduto”. L’anima è la via d’uscita, la fuga da una realtà alienante che non ha più nulla di umano. Un disco consigliato a tutti.

Lorenzo Labbozzetta



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