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Roma – Il periodo di febbraio si sa, è quello delle trade Nba. E quest’anno c’è da dire che le squadre in entrambe le Conferences si sono date piuttosto da fare, per l’immediato ma anche per il prossimo draft di giugno. Partiamo dall’EST dove si assiste alla prima striscia di 3 sconfitte di fila per i Boston Celtics, che nella trasferta ad Ovest hanno perso contro Denver, Golden State e ieri notte a Phoenix. Il record dei sontuosi Bulls di Jordan è archiviato anche per quest’anno e Doc Rivers dovrà inventarsi qualcosa per evitare un tracollo più che altro psicologico per The Big Three & co. Anche perché se il periodo no dovesse continuare i Detroit Pistons ruberanno ai celtici addirittura il primo posto di Conference. E grazie al solito Chauncey Billups Detroit ha preso la rivincita contro Milwaukee nel back to back di questo fine settimana. Dietro le due regine della costa Atlantica la battaglia per i restanti sei posti in previsione post-season è fervida, e se Cleveland con il recente acquisto di Ben Wallace dai Chicago Bulls ha messo rimbalzi in aiuto a LeBron James, Orlando continua a contare su Dwight “Superman” Howard (fresco vincitore della gara delle schiacciate all’All Star Game @New Orleans) per restare aggrappati a un importante terzo posto di Conference, le altre se la passano tra alti e bassi. Toronto soprattutto, è tutta la stagione che è discontinua di risultati e il periodo di febbraio pare non portare fortuna al nostro Andrea Bargnani. Il romano dopo una seconda parte di gennaio scintillante negli ultimi dieci giorni ha sofferto le continue scelte di Sam Mitchell, che gli concede poco minutaggio. L’ottavo posto disponibile non è lontanissimo e le squadre sotto i Raptors faranno in modo di risalire la china in tempo per i play-off. Ad OVEST sembra invece giocarsi un campionato a se. Phoenix ha accolto Shaq O’Neal a braccia aperte e l’assenza di Marion andato a Miami sembra non sentirsi. New Orleans è ancora al comando della Conference e la città del Blues è entusiasta per quest’ottima annata. Peccato per il resto delle franchigie non trovarsi dall’altra parte degli Stati Uniti, potrebbero spadroneggiare in lungo e in largo (a parte Detroit e Boston ovviamente): Dallas con l’acquisto di Kidd potrebbe aver trovato il play per andare oltre la finale di conference; Houston nel mese di febbraio ancora non ha perso (11-0 il record per T-Mac e compagnia), mentre Denver, San Antonio, Golden State, Utah e Portland (anche se in vistoso calo) e i Lakers hanno tutte le possibilità per accedere alla post-season. E proprio la franchigia di L.A. con l’acquisto di Gasol dalla vituperata Memphis potrebbe aver fatto il salto di qualità che le serviva per conquistare almeno la finale di conference. Sempre che le altre 10 squadre in lotta per i play-off non ci mettano lo zampino. Ovviamente Marco Belinelli sempre e solo DNP (i giocatori convocati che non mettono piede sul parquet neanche 1 secondo). Speriamo che Golden State andrà ai play off, magari coach Don Nelson gli concederà qualche minuto, pardon, secondo casomai servisse.
NBA RECAP (22/2)
Sacramento (27-28) @ Charlotte (19-37) 116-115 OT
New Jersey (24-31) @ Indiana (22-33) 103-113
Philadelphia (24-32) @ Orlando (35-22) 99-115
Toronto (29-24) @ New York (17-38) 99-103
Washington (25-29) @ Cleveland (31-24) 89-90
Utah (35-20) @ Los Angeles Clippers (19-33) 104-114
Dallas (36-19) @ Memphis (14-41) 98-83
Milwaukee (20-35) @ Detroit (40-15) 100-127
Houston (35-20) @ New Orleans (37-16) 100-80
Denver (33-21) @ Chicago (22-32) 121-135
Atlanta (22-30) @ Golden State (33-22) 117-110
Portland (29-26) @ Seattle (15-39) 87-99
Boston (41-12) @ Phoenix (38-17) 77-85
Graziano Rossi (graziano.rossi@corrierediroma.it)
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