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ROMA - Undici insoliti spettatori attendono fuori dal teatro l’ingresso in sala per assistere alla rappresentazione di “Spectators”, spettacolo diretto da Pavel Stourac. Molto truccati, un po’ bohemien girano tra il pubblico che, incuriosito, osserva i loro movimenti, le loro azioni. Al momento dell’ingresso in sala gli insoliti spettatori sono sul palco, seduti come chi li sta guardando, immobili, di spalle, come se fossero in platea; guardano davanti a loro, incuriositi, ma si annoiano perchè non accade nulla. Cercano allora un modo per sopravvivere alla noiosissima performance e, quando alcuni tubi di metallo attaccati al muro cadono a terra, facendo sobbalzare i loro corpi quasi addormentati… inizia lo spettacolo. Creato da improvvisazioni collettive su tema, lo spettacolo, totalmente gestuale e non-verbale, ha dato dimostrazione tangibile che il teatro può comunicare anche senza parole. La professionalità con cui gli attori hanno messo insieme le loro abilità vocali e musicali, unite alla danza e al movimento, al mimo, alla gestualità simbolica ha permesso alla scuola DIMITRI di portare sul palco del Sala1 una performance alternativa, esteticamente ineccepibile, comunicativa e divertente. L’ effetto che il meta-teatro ha sullo spettatore è spesso straniante e induce alla riflessione. Pavel Stourac ha costruito un ingranaggio di immagini poetiche che vanno oltre la bellezza esteriore, che chiedono al pubblico un’attenzione al dettaglio, indispensabile alla comprensione: una freccia disegnata sul fondo con un gessetto bianco indica che il “teatro” è lì fuori, sul grande palcoscenico della vita e che, forse, noi tutti, insieme agli insoliti spettatori, siamo rimasti per troppo tempo seduti dalla parte sbagliata.
Valeria Nardella
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