Redazione Home FAQ
 

    
Home
Nazionale
Politica
Cronaca
Economia
Sport
Calcio
Locale
Cronaca
Sport
Calcio
Info Municipi
Attualità
Archivio
01 Agosto 2010 08:27  
   Viaggi
NEW YORK seconda puntata - MIDTOWN
La nostra prima passeggiata per le strade di New York ci ha portato nella zona più giovane e trendy, quella del Village e di Chelsea: due quartieri da vedere o, ancora meglio, da vivere.

La nostra prima passeggiata per le strade di New York ci ha portato nella zona più giovane e trendy, quella del Village e di Chelsea: due quartieri da vedere o, ancora meglio, da vivere. Un mix scintillante di gallerie, locali alla moda e boutique, dove spesso diventa difficile distinguere gli uni dalle altre.

In questo secondo giro alla scoperta della città che mai dorme propongo di andare uptown, partendo da un luogo che lascia così tanto a testa in su da rischiare il torcicollo: è Time Square. La famosa piazza nel cuore della città, che occupa lo spazio tra la 42th e la 46th angolo settima avenue. Il regno delle mille pubblicità animate sulle facciate dei grattacieli, un luogo simbolo di NY, uno di quelli che vedi sempre nei film e che ti fa sognare di essere lì. Ma che quando ci sei, invece, ti sbrighi ad andartene.

Appena fai il tuo ingresso, Time sq. ti circonda e non ti lascia scampo. Non esiste neppure un punto di fuga per la vista perché ovunque c’è una luce che ti colpisce, salta, gira. Per un italiano questo può essere l’inferno, o il paradiso. Di sicuro una dimensione completamente sconosciuta ed è emozionante mettersi al centro della strada (solo quando è verde e solo sulle strisce bianche, qui gli autisti non perdonano) e ruotare su se stessi guardando in alto. Come fanno i matti e come fanno tutti i turisti a Time sq. Così le luci si confondono, i rumori si mischiano e le punte dei grattacieli si toccano. Resta una sensazione nuova, quella di essere nel punto dove tutto succede, e la certezza che fuori c’è solo la periferia del mondo. Ad aggiungere ancora più stordimento contribuiscono i megastore che si affacciano sulla piazza. Come la Virgin, il tempio della musica, dove se si cerca un cd si finisce per prenderne almeno altri quattro, come fosse una caccia al tesoro. C’è anche l’Hard Rock Café e anche qui è meglio lasciarlo ad un altro tipo di turisti, quelli che pensano che per ammirare vecchi cimeli sia giusto spendere molto e mangiare male.

Prima di allontanarsi resta un’altra curiosità da scoprire. All’incrocio tra la 45th e la 7 avenue si trova ogni giorno un personaggio in carne e ossa non meno noto a New York dell’Empire State Building: è il naked cowboy. Una delle principali attrazioni della città, per le tante ragazze che pagano per farsi fotografare con lui. O semplicemente un uomo con cappello alla John Wayne e mutandoni bianchi, secondo i fidanzati delle suddette. In ogni caso fa simpatia questo ragazzo. E’ qui da anni e ogni giorno sembra divertirsi come fosse il primo. Forse, a modo suo, pensa di aver raggiunto anche lui il sogno americano.

Usciti da Time sq. non fate in tempo a riprendere fiato da tutta quella follia che già dietro l’angolo, letteralmente, comincia l’enorme show a cielo aperto del Teather District. Qui Broadway raggiunge il suo apice. E’ il punto in cui i teatri sono numerosissimi, uno accanto all’altro, tanto che talvolta le file di quelli che devono ritirare i biglietti nei vari botteghini si confondono. Dai manifesti degli spettacoli agli strilloni, il concetto appare chiaro: qui è il musical a dettare legge.

In questa stagione uno degli spettacoli in cartellone più quotati è Chorus Line. Il noto show, che narra del provino dove si incrociano le tante storie, tristi e allegre, di altrettanti aspiranti ballerini, è tornano in scena a Broadway dopo circa 16 anni di assenza. L’attesa ha fatto nascere un vero e proprio caso. Io ho avuto la fortuna di essere alla prima e il pubblico era realmente in uno stato di esaltazione, che è proseguito fino al calare del sipario. Il motivo è semplice, la gente di New York si affeziona sul serio ai propri spettacoli di Broadway, cresce con loro e quando questi tornano “a casa” dopo una lunga assenza li festeggiano come si deve. E’ stato un sollievo dunque scoprire che il musical non è solo una messa in scena per turisti assetati di kitch made in USA, come temevo, ma è vera cultura americana. Meglio saperlo subito però: il prezzo di un biglietto è decisamente caro, mai inferiore agli 80 dollari, ma ne vale tutti: assistere ad un musical è un divertimento e inoltre si può stare sicuri che gli attori, i cantanti e i ballerini che si esibiscono qui sono tra i più bravi di tutto il mondo.

Se troppe luci e pallettes vi hanno fatto girare la testa potete indirizzarvi verso un luogo decisamente più tranquillo. Il Central Park. La mitica area verde di NY è poco distante, inizia all’altezza della 59th e dopo due passi siete già in un bosco incantato. Dove gli scoiattoli sono molto più numerosi degli umani. E dove, come in ogni favola, bisogna aspettare la prossima puntata.

 

Federico Pompei



Calcio Serie A
Champions League
Calcio Serie B
Altri Sport
 
Musica
Cinema Teatro
Viaggi
Incubatore d'impresa