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01 Agosto 2010 08:41  
   Musica
POLLINI INCANTA ED EMOZIONA UN AUDITORIUM STRACOLMO

Il maestro Maurizio Pollini ha tenuto la scorsa sera il suo “Concerto Recital” all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Ed è stato di nuovo sold out.

ROMA – Ha incantato la folla, l’ha fatta sognare, tornare con i piedi per terra e poi di nuovo volare tra le nuvole delle sue note. Mercoledi sera, in occasione del suo concerto unico a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Maurizio Pollini ha suonato dalle 21:15 alle 23:30 con una piccola pausa di 20 minuti, regalando a tutti i presenti emozioni indimenticabili.

Il concerto si è aperto con due sonate di Schumann, l’allegro in si minore op.8 e la Kreisleriana op.16, per poi evolvere e chiudersi con quattro opere di Chopin e ben quattro bis, sempre del compositore polacco, senza dubbio il preferito del maestro Pollini, a cui ha dedicato, in questi anni, tanti dischi appassionati e di successo. Tra i pezzi di Chopin con cui Pollini ha letteralmente lasciato a bocca aperta il maestoso pubblico che gremiva la Sala Santa Cecilia, la più grande dell’ Auditorium, ci sono stati il notturno op.48, la Mazurca op.33, lo scherzo in do diesis minore op.39 e la Polacca in la bemolle maggiore op.53 “Eroica”. Con quest’ultima Polacca, che ha poi aperto la strada a quattro altri meravigliosi pezzi di Chopin con cui il Maestro ha voluto premiare un pubblico fedele caloroso e scalpitante, Pollini ha letteralmente toccato le corde dei cuori di tutti gli spettatori che per ben 10 minuti di sonata sono rimasti nel silenzio più totale, rapiti da quelle note così ben ricercate da sembrare gocce di pioggia che accarezzano le foglie di una pianta. Per chi, come me, è avvezzo a partecipare ad eventi simili, anche non della stessa levatura ma, comunque, a concerti di musica classica, sa che il silenzio assoluto durante una sonata è pressoché impossibile da chiedere, anche al pubblico più diligente; capita sempre, infatti, che qualcuno tossisca o starnutisca e, si sa, la tosse e gli starnuti sono contagiosi! Ma, appena il maestro ha suonato la prima nota della Polacca di Chopin, l’auditorio si è come immobilizzato, ha trattenuto il respiro, ha represso tosse e starnuti, per permettere alle parti anche più nascoste della propria anima di ascoltare quella musica paradisiaca che conta più di mille parole e che ci fa riconciliare con il mondo intero.

Inutile parlare della impeccabile tecnica pianistica del maestro, ormai nota; ma quello che distingue Maurizio Pollini dagli altri pianisti, non me ne vogliano, sono la limpidezza del suono, la grande espressività e patos delle singole note, che diventano parole poetiche e la grande passione che il maestro riesce a trasmettere, attraverso il suo strumento, ad una folla intera che l’ ho a ripagato, al termine del concerto, con un lunghissimo applauso seguito dalla standing ovation.

Quello di Mercoledi sera non è stato solo un sogno per le orecchie di molti amanti della musica classica, ma un vero e proprio evento culturale della capitale, che ha visto partecipare molti uomini e donne di spettacolo e di politica, da Enrico Grezzi, l’autore di Blob, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Viola Contursi

 

 



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