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ROMA - Unire le proprie forze per battere la concorrenza degli altri Paesi europei. Questo è lo slogan che ha sancito l'unione di cinque Regioni italiane in un progetto di ricerca comune. Lazio, Marche, Campania, Toscana e Umbria hanno infatti firmato oggi un accordo di collaborazione destinato a rendere la ricerca in Italia più competitiva in Europa. L'obiettivo è partecipare alla gara europea per conquistare i fondi destinati dal VII Programma quadro europeo in materia di ricerca e innovazione. La posta in gioco è di quelle decisamente appetibili: 50 miliardi di euro per il periodo 2007/2013. Un sovvenzionamento tutt'altro che semplice da conquistare, a causa della fortissima concorrenza degli altri paesi europei e delle severe norme di partecipazione al bando che richiedono progetti articolati e partecipazioni forti da parte di soggetti sia pubblici che privati. Ed allora la proposta dell'assessore all'Università e Ricerca della Regione Toscana Eugenio Baronti di realizzare una cooperazione tra più regioni unendo forze e risorse. "Investire nella ricerca - ha spiegato Baronti - vuol dire investire nel futuro. La ricerca è strategica, soprattutto in questa fase di crisi economica, ed è fondamentale per sostenere l'innovazione e puntare ad una riconversione del modello produttivo, in direzione di uno sviluppo più sostenibile. Si tratta - ha poi aggiunto - di una forma di coordinamento molto operativa, che non crea carrozzoni o tavoli inutili ma che servirà a far crescere una più matura cultura progettuale, anche grazie allo scambio di esperienze e pratiche virtuose”. L'iniziativa dell'assessore toscano è stata immediatamente accolta anche dagli assessori delle Regioni interessate: Nicola Mazzoca per la Campania, Claudio Mancini per il Lazio, Mario Giovanetti per l'Umbria e Fabio Badiali per le Marche. Cinque Regioni unite, quindi, per fare squadra ed ottenere una sovvenzione che, assicurano i firmatari dell'accordo, potrà dare un impulso allo sviluppo non solo delle regioni partecipanti ma dell'intera economia nazionale. Anche perchè come sottolinea Baronti “L'accordo non è blindato ma, al contrario, è aperto ad ulteriori adesioni. L'auspicio è infatti quello che da questo primo nucleo possa allargarsi molto presto ad altre Regioni”. Nelle precedenti edizioni del Programma quadro europeo, su 100 progetti italiani solo 10 si sono aggiudicati un finanziamento. L'obiettivo è unire più forze per presentare proposte valide e competitive e dare impulso ad un settore che, al momento, vede l'Italia molto attardata rispetto alle altre nazioni europee.
Marco Muscarà
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