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01 Agosto 2010 08:30  
   Serie A
SERIE A 6a GIORNATA: L'INTER DA SOLA AL COMANDO

Sconfitte a sorpresa per Napoli, Palermo e Atalanta; buon pari per la Lazio, brutto pari per il Milan. Fiorentina terza, mentre ritorna alla vittoria l’Udinese; nel derby del posticipo scontri su scontri: vince la Juve. 
 

ROMA - Roma-Inter 1-4: tutto nasce da un imperdonabile leggerezza di Capitan Totti che trasforma un calcio d’angolo a favore in micidiale contropiede per l’Inter: Ibrahimovic a porta vuota va a colpire di testa e Giuly, sua la seconda leggerezza giallorossa di giornata, salva con la mano. Espulsione del trottolino francese e realizzazione del penalty da parte di Ibra. Nel secondo tempo la Roma agguanta il pari con Perrotta: un mezzo miracolo. Stranamente però Mancini azzecca i cambi: entrano Cruz e Crespo, segnano due reti (segnerà poi anche Ivan Ramiro Cordoba) e chiudono il big match della settima giornata. L’Inter, proprio come lo scorso anno, comincerà la sua trionfale cavalcata dall’Olimpico di Roma? Fatto sta che la Roma si dimostra la solita squadra bella ma sprecona, trascinante ma supponente, orgasmatica ma terribilmente ingenua; 6 punti buttati al vento in tre partite parlano da soli. Il secondo anticipo di giornata Livorno-Fiorentina si chiude sullo 0-3: il bomber Osvaldo esordisce nel campionato italiano con una doppietta, di Santana la terza rete dei viola ora terzi con 11 punti. A 10 punti Napoli e Palermo, entrambe sconfitte. In un San Paolo a porte chiuse per il becero comportamento di determinate frange del tifo partenopeo, il Genoa colleziona il secondo successo di fila: autorete di Paolo Cannavaro, pareggio di Domizzi, rete decisiva di un ritrovato Sculli a un minuto dal termine: finisce 1-2 per i liguri. Empoli-Palermo 3-1, e prima vittoria stagionale di Cagni&co.: illusorio vantaggio rosanero di Cavani, Pozzi, il talentuoso Giovinco e Igli Vannucchi (su rigore) scatenano il rimontone empoletano. Che i sogni di gloria palermitani, proprio come lo scorso anno, si arenino anche stavolta in quel del Castellani? A quota 10 c’è ora anche l’Udinese: succede tutto nell’ultimo dei quarti d’ora che non t’aspetti, con la rete di Corradi rimontata dalle marcature di ‘Quaglinho’ Quagliarella e di Zapata ben oltre la Zona Cesarini. Che il difensore di Marino abbia dato inizio alla rivoluzione udinesiana?  Non scherza affatto la Sampdoria di Walter Mazzarri, che a Marassi rifila tre pappine a una finora ottima Atalanta: Bellucci, Sammarco e, indovinate un po’?, Cassano. A quota 7 ci sono tre squadre: Lazio, Milan e Cagliari. La squadra di Delio Rossi, con la testolina un po’ real, ottiene un buono 1-1 al Granillo di Reggio: Reggina in vantaggio con Cozza, finalmente schierato da Ficcadenti dal primo minuto, raggiunta dal terzino delle meraviglie Kolarov. Il Milan invece pare in netta crisi: a San Siro Catania in vantaggio con Martinez e pari rossonero firmato Kakà, su penalty. Proprio come lo scorso anno, i rossoneri iniziano come peggio non potrebbero; vinceranno allora di nuovo la Champions League?  Cagliari-Siena termina 1-0: Pasquale Foggia grazie al quinto rigore di giornata. Ora il Siena naviga in pessime acque: insieme a Reggina e Livorno sarebbe virtualmente retrocesso. Torna il derby di Torino, e a vincerlo è la Juventus: 1-0, Trezeguet all’ultimo minuto di recupero, ma il gol è in fuorigioco. E la partita non avrebbe dovuto essere giocata: i tifosi juventini mettono a ferro e fuoco la città prima dell’inizio del match. Ma tutti tacciono. E Calciopoli, a cosa è servito? La Juventus intanto è seconda con 13 punti, uno in meno dell’Inter. 

Federico Ligotti    



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