ROMA - Sblocca a fine primo tempo Ibrahimovic su rigore; poi Cruz, Jimenez e Cordoba compongono il variopinto mosaico da internazionale: 4-0, e Toro giù nella polvere dell’arena. Sono sempre loro, ultimamente: Ibra, Cruz e Jimenez, i tre moschettieri del probabile 16esimo (ma sarebbero 15…) tricolore nerazzurro. E dire che non si è ancora assegnato il titolo di campione d’inverno. Una Roma molliccia, svogliata e senza idee si fa raggiungere per la sesta volta in quindici giornate: quasi un record di sbadataggine. 1-1 a Livorno, a un indemoniato (l’unico, dei suoi) De Rossi risponde Tristan mal controllato da Ferrari. Tristan, ex campione del Deportivo La Coruna riportato d’un balzo agli allori. La Roma non vince al Picchi dal lontano 1948, mentre la Toscana si conferma invisa ai colori giallorossi quest’anno: tre rimonte, con Fiorentina, Empoli e Livorno. E un Mirko Vucinic che continua a sbagliare l’impossibile lì davanti. La Juve invece è la solita: aggredisce con schiumosa rabbia e ci crede fino all’ultimo decimo di secondo: e quando mancano 4 minuti ecco l’artiglio di Pavel Nedved, immancabile. 1-0 all’Atalanta, in difficoltà dopo il sonante 5-1 inflitto al Napoli due turni fa, anche se gli orobici si sono trovati sulla loro strada niente di meno che Milan e Juventus. Spettacolare gara al Friuli: Di Natale segna, Cassano fa il matto (leggi come: gioca bene a pallone), si va a cercare un penalty, realizzato da Bellocci, e offre uno splendido assist a Maggio. Poi doppio ‘Quaglinho’ Quagliarella toglie la veste da primadonna all’ex talento barese: Udinese-Sampdoria termina 3-2, e i friulani consolidano la quarta piazza con i loro 28 punti. Il Palermo aggancia il sesto posto in coabitazione con l’Atalanta schiantando con un secco 2-0 una Fiorentina in crisi d’ossigeno, nonostante la verde età dei componenti la sua rosa: Miccoli e Simplicio per i rosanero, con Amauri in veste di formidabile assistman. Baby Pozzi la fa grossa, rifilandone quattro al Cagliari: di Conti la rete della pallida bandiera cagliaritana, maglia nera del torneo. 4-1 fra Empoli e Cagliari.
In proposito una riflessione: l’Italia ha un parco attaccanti che non fa invidia nemmeno al Brasile, con i nostri Totti (se verrà richiamato), Toni, Di Natale, Quagliarella, Inzaghi, Pazzini, Rosina, Amauri se accetterà di essere convocato, Cassano con un regime di vita totalmente diverso (ma le sessioni di rieducazione si sprecherebbero). Chi non ha mai invece sfondato con la maglia della Nazionale è Tommaso Rocchi, centravanti veneziano della Lazio: nell’anticipo pomeridiano di sabato ha lanciato la carica contro il Catania di Silvio Baldini, amatore di un certo tipo di giostra rinomata fra il popolo romano. Di Pandev il gol della sicurezza. Lazio-Catania 2-0; a Madrid però servirà un’impresa divina, da Stravecchio Testamento: e forse nemmeno quella. Comunque Lazio che si tira fuori dalla melma della zona retrocessione: dove rischia di ricadere il Genoa di Gasperini, l’ennesima panchina in bilico di questa serie A. Il Grifone ne prende al Marassi già 3 nel primo tempo: e non dall’Inter, ma dal Siena. A segno Mario Frick con una doppietta (il secondo su ottimo assist di Galloppa) e il centrale goleador Simone Loria: di Figueroa la rete della bandiera rossoblu, da stasera un azzurro-rosa tutt’altro che shocking. Il Genoa è alla quinta sconfitta esterna di fila, mentre il Siena sale insieme all’Empoli al terzultimo posto. Ora toccherà vedere cosa farà la Reggina al Granillo contro il Milan, nel recupero che avverrà il 30 gennaio del 2008.
Posticipo Napoli-Parma: 1-0 per i partenopei, gol che decide il match siglato in splendida acrobazia da Zalayeta, dopo un’azione travolgente avviata dal fantasista Bogliacino. Napoli che agguanta il sesto posto in compagnia di Palermo e Atalanta. Parma sempre in bilico fra purgatorio e inferno.
Federico Ligotti