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SERIE A, 19a GIORNATA: LO SPRINT DELLA ROMA, L'AFFANNO DELL'INTER |
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Nell’ultima gara del girone di andata, continuano a vincere le prime due compagini del carrozzone serie A. Lazio sempre in crisi, ripresa all’ultimo dal Napoli. Importanti successi di Genoa e Reggina. Solo pari per la Juve, il Milan a Udine passa al 92’.
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ROMA - Stavolta cominciamo dal basso. Cozza e il neo-acquisto Brienza a siglare una vittoria di ripresa, e che ripresa della Reggina contro il Cagliari! 2-0 netto al Granillo. Cagliari sempre più impastato nel blocco di cemento armato, a meno 7 punti dalla salvezza. Il derby di Toscana fra Livorno ed Empoli è risolto da un penalty dell’immenso (solo in questa stagione, però) Ciccio Tavano: grande cura Camolese, un salvifico ammanto di amaranto. Ma Francesco Guidolin verrà esonerato per la diciannovesima volta da patron Zamparini? Già, il suo Palermo perde ancora in casa, fregato da un Siena dispettoso come non mai e come non mai voglioso di punti salvezza. Rosanero in vantaggio con Amauri, raggiunti e scavalcati dall’uno-due dell’ottima coppia-che non dovrebbe scoppiare Locatelli e Maccarone, di nuovo in vita con un penalty di Miccoli (nel primo tempo ne aveva fallito uno) e definitivamente sotto grazie all’incornata imprendibile dello stopper goleador Simone Loria, ex Atalanta. Atalanta che, dopo aver colpito tre pali, dopo essere passata in vantaggio con un ritrovato Doni su rigore ad appena 18 minuti dal termine, dopo essersi vista un gol (ingiustamente?) annullato, be’ avrà di certo vinto, dirà lo sprovveduto delle imperscrutabili decisioni del Dio Pallone. Infatti perde, reti di Borriello e di un Figueroa che non t’aspetti e con un cognome da impazzire. Il Genoa è al terzo successo di fila, riprende lo splendido trend di inizio campionato. Doppio Hamsik e Ledesma e Pandev a illudere: al San Paolo è 2-2 fra Napoli e Lazio. La squadra di Claudio Lotito ha bisogno di un bel viaggetto a Fatima, altro che a Belenenses per comprarsi Rolando con tutti gli armigeri e paladini al seguito. Chiudere a soli 19 punti il girone d’andata, a -2 dalla posizione che spalanca le ante dell’inferno, significa rischiare di retrocedere: la salvezza si conquista a 42 punti minimo. I biancocelesti dovranno accumulare almeno 4 punti in più nel girone di ritorno, rispetto ai 19 del girone d’andata. Zone eteree di classifica: Lanna nemmeno lo sfiora, Mutu simula e la Fiorentina si aggiudica due penalty contro un Toro mai così sfigato. 2-1 al Franchi, di Grella la rete del momentaneo pari. Si attende una bella squalifica per il centravanti romeno, che lo… ammutolisca; mentre la sua squadra riconquista il quarto posto. Scavalcata di due lunghezze l’Udinese: a Udine va in scena il tridente paulista-milanista Kakà-Pato-Ronaldo. I tre non combinano nulla per 92’, poi entra il bistrattato Gilardino e segna. C’est la vie. Ed è una brutta vita anche per la Juventus, vecchia corsara di rigori e scudetti: possibile che il flusso si sia invertito? All’Olimpico di Torino la partita termina 0-0, ma i bianconeri reclamano per un rigore non concesso e un gol-non gol non assegnato, tipo Hurst nella finale di Inghilterra ’66. Ma sono comunque tanti, troppi i gol falliti dalla squadra di Claudio Ranieri. Juve ormai a -5 dalla Roma spallettiana, che liquida senza troppi affanni per 2-0 un Catania ancora memore del 7-0 dello scorso anno. A segno Giuly, il migliore in campo per i giallorossi, e Daniele De Rossi con un rigore mondiale sparato dritto sotto al sette, proprio come contro la Francia. Abulico Vucinic, Amantino fallisce tre gol a porta spalancata. Ma i giallorossi non possono sorridere: rimontone della capolista Inter a San Siro sul Parma. Gialloblu che si vedono negare un limpidissimo rigore per cintura su Corradi, che vanno sotto dopo la rete di Cambiasso, ma passano comunque avanti a metà ripresa grazie alle splendide reti di Cigarini e Gasbarroni. Nel finale, l’hylarotragoedia: rigore inventato dall’arbitro Gervasoni, nemmeno ravvisato dal guardialinee, per presunto fallo di mano di Couto (peraltro non sanzionabile perché avvenuto fuori dal campo): va Ibrahimovic e la mette dentro. Tre minuti dopo ancora Ibrahimovic. Tre a due, il carrozzone resta ancora in piedi, più traballante e falso che mai. Ma si sa: il potere è sostituito sempre dal potere.
Federico Ligotti
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