|
Quest’articolo brucerà in fretta, come un pezzo di carta zuppo d’alcool, come la vostra ultima sigaretta, come l’adolescenza, come le vacanze al mare, come una canzone dei Ramones. Lo leggerete in non più di 2 minuti e poi tornerete a grattarvi la pancia. Proposizioni semplici, concise, stupide, ONE-TWO-THREE-FOUR: LET’S GO. 2, massimo 3 accordi bastano per fare una rivoluzione, per buttar giù il muro ideologico-sonoro eretto da qualche capellone incartapecorito fissato con Jimmy Page, Eric Clapton detto “manolenta” ed il Grande Sogno Americano che esiste solo nel primo Rocky. Vorrei andare a capo ma non posso perché perderei tempo e se fossi davvero ligio ai principi supremi del Punk Rock non dovrei usare nemmeno i segni d’interpunzione come mi hanno insegnato i miei padri spirituali Joey e Dee Dee Ramone. Sto battendo sulla tastiera molto velocemente tanto che mi sanguinano gli indici ed indosso un giubbetto di pelle nera abbastanza logoro con sotto una t-shirt stretta stretta e poi porto dei jeans tutti strappati che puoi vederci la pelle sotto e ai piedi delle sneakers rigorosamente bianche. Il mio cervello è circondato da un gigantesco palloncino rosa di gomma da masticare e l’unico pensiero profondo che sono riuscito ad esprimere nelle ultime 24 ore è stato: “Bene, tutti sanno che l’uccello è una parola” e poi tanti versi che cambio a seconda del mio umore. Sono un D-E-F-I-C-I-E-N-T-E e se nel 1976 i Ramones non avessero dato un suono alla mia deficienza probabilmente mi sarei depresso e non avrei mai pensato che si potessero prendere i motivetti degli anni 60, i Beach Boys, la bubblegum, il rockabilly, il surf, il beat, il rock’n’roll che tanto mi piacevano, tirarli come si fa con un elastico e creare qualcosa di nuovo che mio papà chiamava “pancroc”. Ho anche una ragazza, si chiama Sheena e ogni mattina al bar ci smezziamo un frappè alla fragola e lei mi lascia sempre l’ultimo succhio da tirar su perché dice che i pezzettini che si depositano sul fondo del bicchiere non le piacciono. Dice che l’ho colpita perché sono uno semplice che non si perde in chiacchere e che per conquistarla non ho fatto finta di essere una persona profonda o un intellettuale o che ne so. Stiamo bene insieme e Sheena dice sempre che per lei la parola “domani” non esiste perché uno deve vivere l’oggi, perché la vita è breve, perché non ha nessuna intenzione di crescere, perché il mondo le fa schifo, perché si è rotta di andare ogni sera a Trastevere a fare sempre le stesse cose, perché in fondo non c’è niente da fare e nessun posto dove andare. Io sono sempre d’accordo con lei e voglio sposarla ma lei dice che il matrimonio non è molto “pancroc”. Allora io le rispondo con un “Gabba Gabba Hey!” e tiro su quello che rimane del frappè.
Lorenzo Labbozzetta
|