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ROMA - I cittadini reclamano vivibilità. In una zona appena fuori del GRA, famosa perché ospita il Santuario del Divino Amore, il traffico locale è diventato un problema insostenibile. Il disagio riguarda due grandi arterie stradali: Via Ardeatina che collega Roma con i Castelli Romani e Via Laurentina che la collega a Pomezia e al litorale. L'affollamento delle auto crea troppo spesso congestioni del traffico, costringendo gli automobilisti a fare i conti con code interminabili poiché non esistono uscite sulle quali far defluire l'accalcamento verso la città di Roma. I tempi di transito sono rallentati per forza di cose, congestionando tutte le strade limitrofe tra cui Via di Trigoria. Si è cercato di far fronte alla situazione incombente con una rotatoria che ha sostituito l'ex incrocio tra via Castel di Leva e via di Tor Pagnotta, principali collegamenti tra le due arterie stradali, ma l'espediente ha ottenuto risultati insufficienti. Le lamentele e le code resistono imperterrite negli anni, le risposte alla situazione sono invece inadeguate, come ad esempio il progetto di allargamento di Via Laurentina, che è previsto per giugno 2007 e sarà terminato probabilmente nel 2009. Quello che i cittadini chiedono è di poter vivere la periferia in quanto tale, senza dover fare i conti con un traffico pari a quello del Lungotevere romano nelle ore di punta. Traffico che è destinato a crescere a causa delle migliaia di nuove costruzioni che stanno sorgendo nella zona e che, inevitabilmente, produrranno ulteriore traffico sulle strade. Resta spazio anche per problemi di manutenzione stradale. I lavori effettuati sono insufficienti e molto spesso non duraturi nel tempo, tanto che basta il frequente passaggio di Tir o una pioggia battente, per allargare nuovamente crateri nell'asfalto o addirittura per allagare completamente la strada, in questo caso Via Castel di Leva. Il bacino di utenza della periferia romana cresce inesorabilmente, ma questo popolamento non è accompagnato da un’adeguata attenzione ai disagi che persistono nella zona.
Gregoriana Massimi
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