Redazione Home FAQ
 

    
Home
Nazionale
Politica
Cronaca
Economia
Sport
Calcio
Locale
Cronaca
Sport
Calcio
Info Municipi
Attualità
Archivio
10 Settembre 2010 21:49  
   Musica
STORIA DEL ROCK - PRIMA PUNTATA
Prima puntata sul tema "La Storia del Rock"

Il rock è un’idea. Le idee generalmente vengono tradite, ci si guarda alle spalle, si diventa disillusi, ci si accorge di aver creduto in qualcosa nella quale non valeva la pena credere. Ci si accorge che le persone alle quali eri legato perché, come te, condividevano la tua stessa fede, in realtà sono degli stronzi. Ci si accorge di “aver dato troppa importanza a tutta la storia”. Insomma, le idee sono una grossa perdita di tempo. Proprio per questo sono dannatamente affascinanti: ti tengono vivo, ti ricordano che la tua città non è fatta solo di cemento e tu non solo di carne. L’uomo non può resistergli, fanno parte del suo DNA. Le tramanda di generazione in generazione, da padre a figlio, attraverso i secoli.

Questo è successo anche al rock, alle molteplici forme che ha assunto nel corso dei decenni. Il padre del rock si chiama blues. Il blues, come il rock, come le idee, è nato per esorcizzare il male. Il male è venire al mondo, soffrire e chiedersi il perché. Il male è nascere schiavo, attraversare l’Oceano Atlantico negli anni Venti, ritrovarsi in un’assolata piantagione di cotone, non possedere neanche un paio di scarpe e domandare a sé stessi: “Perché?”. Il colore della tua pelle è nero, non bianco e di alternative te ne rimangono due: o crepare, divorato dalla fottuta realtà in cui ti hanno sbattuto, o esorcizzarla, con la musica, domandando al buon Dio cos’hai fatto di male per meritarti questo. Ed allora inizi a cantare ma in realtà è come se pregassi. Quello che inizi a suonare, non a caso, ha una struttura antifonale, di chiamata e risposta, come si fa in chiesa. Il tuo umore non è alle stelle ed allora prendi i gradi III, V e VII e li abbassi di un semitono, la blue note diventa il tuo pane quotidiano perché non hai altro da mangiare. L’Africa, il paese dal quale provieni e che non rivedrai più, è tutto lì, in quel tuo modo di suonare, di esorcizzare il male, di vivere. Il padrone tollera il tuo strumento a corda e forse allora non tutto è perduto. Puoi aggrapparti alla tua depressione, cominciare a tinteggiare di blu le pareti della tua esistenza ed iniziare a scrivere la storia della musica rock. Il messaggio, l’idea che lasci ai posteri è universale perché il blues è sofferenza, disperazione, istinto animalesco e l’uomo è tutto questo, in qualsiasi epoca, in qualsiasi luogo, quale che sia il colore della sua pelle.

 

(nella foto: Robert Johnson, il “Re del Delta Blues”)

 

Continua…

 

Lorenzo Labbozzetta



Calcio Serie A
Champions League
Calcio Serie B
Altri Sport
 
Musica
Cinema Teatro
Viaggi
Incubatore d'impresa