|
Come direbbero molti benpensanti il rock’n’roll è stata una “Rivoluzione Culturale” al pari degli assorbenti interni e delle pentole con dentro lo scolapasta . Stiamo parlando di un fenomeno senza precedenti che quelli della nostra età non possono minimamente concepire perché non basta farsi crescere i capelli e non pettinarli apposta per assorbire le idee d’ una svolta epocale. Ci provarono i Beatles dei primi tempi, in modo alquanto patetico per giunta, ma loro i capelli li pettinavano. Chi pettinava i suoi capelli da Dio però era Elvis Presley. Aggiungeteci una voce calda e sensuale, un movimento del bacino non indifferente che al confronto Ricky Martin sembra Maurizio Costanzo che prova a ballare la lambada, e otterrete un qualcosa che potrebbe regalarvi l’illusione che in fondo il “Sistema” si può sovvertire con un semplice movimento dell’anca, in barba ai potenti. E’ passato più di mezzo secolo comunque ed il “Sistema”, nonostante miliardi di culi si siano mossi, non mostra segni di cedimento. Il fatto è che Elvis Presley stesso era il “Sistema”. Citando Gary Herman, “l’industria del rock fa parte di un mondo commerciale senza scrupoli, pronto a prestare orecchio all’idealismo e alle convinzioni radicali solo se fanno vendere. Le star non possono sfuggire al meccanismo. Sono anch’esse vittime di tutti i vizi coltivati da una società ossessionata dalla smania del potere e del denaro”. Sacrosanto. Penso che Elvis Presley e tutta la barocca idolatria che è seguita alla sua morte, rappresentino la massima espressione del concetto espresso da Herman. Se si vogliono buttar giù due righe a proposito del rock’n’roll, citare Elvis Presley è solo un patetico e polveroso esercizio di stile perché il contributo che “il Re” ha dato alla musica che piace a noi, è stato pressoché nullo. Elvis ha rappresentato forse il lato più stupido e patinato del rock’n’roll ed ha contribuito ad affossarlo, a darlo in pasto al “Sistema”. Per questo ci limiteremo a corredare il presente articolo con una bella foto scintillante, diremo che “Jailhouse Rock” è stato uno dei pezzi migliori di sempre e poi usciremo di casa a far bisboccia. Perché noi siamo snob, perché noi ascoltiamo i Talking Heads (e nelle pause tra una traccia e l’altra i Gang Of Four e quando manca la corrente i Sonic Youth). Questi sì che hanno fatto la Rivoluzione, mica Elvis. Che poi i pezzi di Elvis ci piacciono e ci fanno muovere il piede è un’altra storia che terremo gelosamente custodita nell’aulico “cassetto dei segreti dello Snob”.
Lorenzo Labbozzetta
|