ROMA – Lillo&Greg spezzano spazio e unità scenica, in barba ad Aristotele e alle sue ormai irragnatelite norme drammaturgiche. Il teatro nel teatro, o metateatro, raggiunge con il nuovo spettacolo del duo romano, “Intrappolati nella commedia”, la sua definitiva sublimazione, il compiuto atto. Nella divertentissima pièce firmata da Claudio “Greg” Gregori per la regia di Mauro Mandolini, Greg e Lillo stanno facendo un sopralluogo nel teatro dove andranno in scena con la nuova commedia. Sul palco trovano la scenografia di “Una moglie per Thomas”, la commedia che la precedente compagnia ha terminato da più di una settimana. Di colpo si accendono le luci ed i due amici scoprono che in sala c’è il pubblico. Ma non è finita, perché di lì a breve si accorgono di essere due involontari protagonisti di “Una moglie per Thomas”. Da questo momento in poi si susseguono divertenti, ma al contempo angosciosi, tentativi di uscir fuori dal bizzarro paradosso spazio-temporale. Tutto risulta vano, però: le porte da cui entrano gli attori a loro non si aprono, le quinte sono murate e anche l’uscita di sicurezza li fa piombare di nuovo sul palco in un claustrofobico carosello di gag. L’unico varco a loro disposizione li proietta in un’altra dimensione parallela: un quiz televisivo dove sono chiamati a rispondere al classico domandone finale. Riusciranno Greg e Lillo a scappare? O resteranno per sempre prigionieri della commedia? Ai posteri spettatori, il compito, il piacere e l’onere (un biglietto in platea costa ben 34,50 euro; forse è il caso di abbassare i prezzi, don Costanzo…) di scoprirlo.
Federico Ligotti