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TOLEDO vanta uno dei patrimoni artistici più ricchi e vari della Spagna, grazie alla fratellanza nel corso della storia tra arabi, ebrei e cristiani. L'arte e la cultura di questi popoli hanno reso Toledo una delle città europee più affascinante. E non solo. Dietro alle splendide chiese e monumenti si nascondono delle leggende che non vengono dimenticate dai toledanos (la Santa Inquisizione si fece sentire con forza). A tal proposito vi sono proprio dei documenti che attestano Toledo come terra d’incontro di maghi e stregoni: il Signor Vergil de Toledo scrisse un libro di ricette magiche - ancora interessante e gustoso!!! Situata su un promontorio e circondata dal fiume Tajo; entriamo in città, attraverso la “Porta Nuova di Bisagra” che rappresenta la via di penetrazione naturale (costruita dai musulmani nella prima metà del XI secolo), affiancata da due torri che rappresentano la scienza ed il sapere filosofico; a 80 metri troviamo la “porta Vecchia di Bisagra , viste le varie polemiche al fine di accertare quale realmente fosse la vecchia o la nuova “porta”, si decise di ribattezzare quest’ultima con il nome di “Porta di Alfonso VI”, per la credenza che sotto i suoi archi entrarono vittoriose le truppe cristiane nel 1085; queste fortezze insieme alla “Porta del Sole”, considerata come la più aggraziata e bella porta dello stile mudejar spagnolo (stile creato dai musulmani che vede il “carattere artistico cristiano” fuso con particolari decorativi arabi - di tale arte ne ritroviamo tracce anche nelle chiese di Cristo della Vega, San Vicente, San Miguel, Santiago de Arrabal…); e la “Porta del Cambron” situata alla uscita delle acque di un gran fondovalle, anche definita “Porta degli ebrei”, in quanto permetteva l’entrata al ghetto ebreo toledano; fanno di Toledo una “piccola città fortificata” (così la definì in uno dei suoi scritti Tito Livio). Prendendo l’Avenida de la Cava raggiungiamo la circonvallazione “carretera de Circunvalacion”, che fa il giro di Toledo, salendo fino alla terrazza del Parador de Toledo e da lì possiamo ammirare oltre le bellezze architettoniche, soprattutto la campagna di Toledo, ricca di oliveti, aranceti, castagneti, che ricorda con le sue case lo stile delle ville fiorentine italiane. Dopo la vista di questo magnifico panorama, il nostro tour prosegue verso l’interno della città dove con un po’ di tempo si può visitare: la Cattedrale, imponente costruzione in stile gotico; la Via di Santo Tome, qui potete acquistare vari souvenir, soprattutto le spade (Toledo deve anche la sua fama all’acciaio, da cui si ricavano ancora oggi armature e lame per molti eserciti del mondo); passando per il ponte di Alcantara, di origine romana, qui il fiume Tago si incanala abbracciando la rupe toledana, raggiungiamo Santa Maria la Blanca, il principale tempio ebraico toledano; il Monastero de San Juan de los Reyes, monastero francescano; Museo di Santa Cruz, tipico esempio dello stile rinascimentale spagnolo; la Casa – museo de El Greco, definito pittore di Toledo del periodo rinascimentale, trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita in questa città (Sacra famiglia – il Battesimo, solo alcune delle opere artistiche di questo periodo) - in realtà la sua vera casa fu il palazzo del Marchese di Villana, Duca di Escalona, situato in ciò che oggi è il Corso del Transito. Questo e altro ancora potete ammirare in questa città, dove rimarrete colpiti ad ogni passo dall’impressionante architettura – ricordiamo che Toledo fu capitale della Spagna in epoca gotica fino al 1560 – ma, qualcuno ha scritto che “Toledo non è una città in cui si trova quello che si cerca ma dove si scopre quello che non ci si aspetta”; ecco perché, passeggiando all’interno della città, rapiti dalle viuzze strette e tortuose, a volte in salita, altre volte in discesa, e poi ancora dentro ad altre vie nascoste in mezzo a qualche costruzione, si arriva ad una piazza o anche all’interno di un quartiere (affascinante quello dei conventi di Santa Clara, Carmelitas); così si incontrano chiese, conventi, porte decorate con enormi chiodi, finestre con l'inferiate e poi qualche muro che porta il ricordo – come i vari monumenti e costruzioni – dell’epoca araba fusa a quella cristiana; altra passeggiata formidabile è quella da fare seguendo le sponde del fiume Tago. Ed è proprio grazie a questo “andare a zonzo” senza meta precisa per la città, che vi permette di amare e restare affascinati da questa terra. Si, è davvero un bel camminare, ma, dopo tanta fatica ci si può accomodare in uno dei tanti bar delle varie piazze, tra queste accenniamo a Plaza Zocodover (centro commerciale della città a due passi dalla Cattedrale e dall’Alcazar) e gustare il dolce tipico di Toledo, il MARZAPANE, particolare pasta di mandorla che unita allo zucchero e al miele costituisce una vera “ricarica energetica”. Durante i secoli, poeti, storici, archeologi, hanno parlato di Toledo, tentando di svelare il suo mistero di città ricca di arte, storia e cultura ma solo l’esperienza individuale può svelarlo, ecco perché vi consigliamo di visitare questo luogo al più presto, non resterete delusi anzi diventerà la vostra meta preferita e il viaggio maggiormente ricco di esperienza umana e culturale: ricordate, bisogna percorrere le sue strade, lontani dal traffico quotidiano, nel silenzio della storia, solo così avrete il senso vero ed “intimamente personale” di questo luogo.
Ornella Mollica
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