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Zanzibar è ormai conosciuta in tutto il mondo come l’isola delle spezie per eccellenza, infatti il commercio di queste ultime è stato per secoli l’attività principale del popolo zanzibarino che dalla mattina alla sera, senza orario pre-stabilito, si dedica alla coltivazione di noce moscata, vaniglia, cannella, zenzero e tante altre fino ad arrivare ai chiodi di garofano la cui coltivazione ha reso quest’isola leader mondiale. Secondo le testimonianze dei ragazzi del posto a guadagnare tanto sul commercio dei chiodi di garofano non sono tanto loro che li coltivano e li raccolgono, vivono infatti con una miseria, ma il governo che poi li vende a cifre esorbitanti ai paesi stranieri. Loro non possono assolutamente venderli privatamente anche se sono i proprietari dei terreni, il passaggio obbligatorio è quello del Governo pena l’arresto. Un altro fatto che colpisce molto il turista è questo, hanno un rispetto della legge che va al di sopra di ogni altra cosa, sicuramente c’è chi le regole le infrange ma il paragone rispetto ai paesi “più civilizzati” non esiste affatto. Passando per i mercati della frutta, del pesce e della carne che riempiono le strade della capitale, Ston Town, ci si immerge in un paradiso di semplicità ma nello stesso tempo non riesci a trovare le parole e dai spazio solo al pensiero, pensiero rivolto a tutte quelle persone che, a differenza nostra, danno un valore alle cose, al cibo e vivono nell’estrema povertà. I banchi del pesce, come quelli della carne, sono invasi da mosche e l’odore che si avverte in questi vicoli non è sicuramente lo stesso che si avvertiva nelle piantagioni. Tanta povertà quindi ma mai tentazioni, con tentazioni intendo furti, e fidatevi avrebbero molte occasioni con i turisti che si aggirano con telecamere e macchine fotografiche per i vicoli stretti e molto trafficati della città. Loro sono più intelligenti. Ti fanno ridere, sono gentili con te e ti raccontano parti di storia così da portarti a lasciargli una piccola mancia quando li saluti per tornare a casa. Con quella mancia loro ci fanno molto, come ad esempio pagare la scuola per i bambini visto che per loro è molto importante la cultura. Un intero anno scolastico per ogni singolo bambino costa 15.000 TSH, equivalgono più o meno a 10 euro, ma per loro sono tantissimi se pensate che solamente per mangiare e pagare le spese per la luce dovrebbero avere 100.000 TSH (62 EURO) e non tutti riescono a guadagnarli. Durante il mio viaggio mi sono imbattuta in un gruppo di bambini che insieme ad un professore facevano una passeggiata sulla spiaggia durante l’intervallo, bè non potete neanche immaginare le loro facce quando gli ho regalato colori, matite e giochini vari. Sono le piccole cose che li fanno felici ed è per questo che ho voluto prendere il nome di un professore che insegna storia, inglese e scienze alla DIMBAIYI SCHOOL nella costa sud-orientale dell’isola, affinché chi avesse voluto avrebbe potuto mandare quaderni, calcolatrici o quanto serve a far felici quei bimbi e a far sì che continuino a studiare. Se foste interessati vi scrivo qui di seguito l’indirizzo al quale potete mandare il vostro pacchetto senza intermediari con la certezza assoluta che le vostre cose vadano davvero a chi ne ha bisogno. Vi prego solo di contattarmi prima di comprare qualsiasi cosa cosicché io possa mettermi in contatto telefonico con il prof. R’Dhan per sapere se ci sono cose in particolare che servono rispetto ad altre e per informarlo della spedizione. Potete mettervi in contatto con me via telefonica al num. 3479956083 oppure tramite mail all’indirizzo michela_84@hotmail.com . Vi ringrazio in anticipo, e sicuramente vi ringrazieranno i bambini della DIMBAIYI SCHOOL.
INDIRIZZO: HAJI JUMA R’DHAN
K\DIMBAIYI SCHOOL
P.O. BOX 1904
ZANZIBAR
TANZANIA
Michela Leoni
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