Il rapporto 2011 Nessuno tocchi Caino parla chiaro: la grande Cina è il "Paese boia" per eccellenza.

ROMA - Si spara un colpo di fucile a distanza ravvicinata al cuore oppure alla nuca con il condannato in ginocchio, le caviglie legate e le mani ammanettate dietro la schiena. Anche se dal 1997 è stato introdotto il metodo dell'iniezione letale, quello di essere giustiziati con una puntura, in Cina, è un "privilegio" riservato a pochi: ex alti funzionari del regime e cittadini stranieri. In totale, per il 2010, i Paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati almeno 22, rispetto alle 19 del 2009 e alle 26 del 2008. Si registrano 5.837 esecuzioni, a fronte delle 5.741 del 2009 e delle 5.735 del 2008. Ancora una volta, l'Asia si conferma il continente dove si pratica la quasi totalità delle pene di morte nel mondo.
In Cina l'85% del totale. Il rapporto 2011 Nessuno tocchi Caino parla chiaro: la grande Cina è il "Paese boia" per eccellenza. Nel 2010, le esecuzioni ammontano a circa 5.000, l'85,6% del totale mondiale (più o meno come nel 2009) e il dato complessivo nel continente asiatico corrisponde al 98,4% del totale, in aumento rispetto al 2009.
Iran, Corea del Nord. Di solito, il regime comunista cinese punisce con la morte i traditori politici. Lo stesso avviene in Corea del Nord, in Iran e in Vietnam. Nel 2010 e nei primi mesi del 2011 è qui che si sono verificati il maggior numeri di reati politici e di opinione puniti con l'esecuzione. I dati mostrano che l'Iran e la Corea del Nord si aggiungono alla Cina conquistando il titolo di primi tre "Paesi-boia" del 2010 nel mondo. L'Iran ne ha effettuate 546 nel 2010, la Corea del Nord circa 60. Nel primo caso le pene capitali sono passate dalle 402 del 2009 alle 546 del 2010. Nel 2010, sono state impiccate sulla pubblica piazza almeno 19 persone. E già nel 2011, le esecuzioni pubbliche sono aumentate mentre, al 20 giugno, erano già state impiccate in pubblico almeno 36 persone.
In Giappone. Il numero delle esecuzioni sono diminuite in maniera significativa da quando il Partito Democratico del Giappone ha preso il potere nel settembre 2009, dopo oltre 50 anni di ininterrotto governo conservatore. Le sole esecuzioni sono avvenute nel luglio del 2010, quando due uomini sono stati impiccati, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di omicidio. Prima del cambio di governo, nel 2009 erano stati giustiziati 7 detenuti.
Nel mondo. Nel 2010, i Paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati almeno 22, rispetto ai 19 del 2009 e ai 26 del 2008. Ma se nel 2010 e nei primi sei mesi del 2011 non si sono registrate esecuzioni in 3 Paesi - Oman, Singapore e Thailandia - al contrario 8 Paesi hanno ripreso la pratica: l'Autorità Nazionale Palestinese (5), Bahrein (1), Bielorussia (2), Guinea Equatoriale (4), Somalia (almeno 8) e Taiwan (4) nel 2010; Afghanistan (2) ed Emirati Arabi Uniti (1) nel 2011.
Negli Stati Uniti. Le Americhe sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Usa, l'unico Paese che ha compiuto esecuzioni (46) nel 2010. Nessuno Stato "abolizionista" ha reintrodotto la pena di morte, ma in due casi hanno fatto marcia indietro. Nel giugno 2010 è stato il momento dello Utah e, nel settembre 2010, è toccato allo Stato di Washington, che ha effettuato la prima esecuzione dal 2001. Le 46 esecuzioni del 2010 sono avvenute in Texas (7), Ohio (8), Alabama (5), Oklahoma, Virginia e Mississippi (3), Georgia (2), Florida, Louisiana, Louisiana, Arizona, Utah e Washington (1). Il 1° gennaio 2011 nei bracci della morte c'erano 3.261 persone. Alla stessa data dell'anno precedente erano 2 di più, 3.263. Il numero massimo di detenuti nel braccio della morte si registrò nel 2000, con 3.593. Da allora è diminuito costantemente.
In Africa. Nel 2010 la pena di morte è stata eseguita in 6 Paesi (erano stati 4 nel 2009) e sono state registrate almeno 43 esecuzioni: Libia (almeno 18), Somalia (almeno 8), Sudan (almeno 8), Egitto (4), Guinea Equatoriale (4) e Botswana (1). Nel 2009 le esecuzioni effettuate in tutto il continente erano state 19, come nel 2008 contro le 26 del 2007 e le 87 del 2006.
In Europa. La Bielorussia continua a costituire l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte. Nel 2010 due uomini sono stati giustiziati per omicidio e altri due sono stati uccisi il 21 luglio 2011. Dei 42 mantenitori della pena di morte, 35 sono Paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. In 18 di questi, sono state compiute circa il 99% del totale mondiale delle esecuzioni. Tra l'altro, molti di questi Paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla pratica della pena di morte, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto più alto.
Nessun tocchi Caino. Il rapporto 2011 conferma un'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte in atto nel mondo da qualche anni. I paesi mantenitori della pena capitale sono infatti scesi a 42 a fronte dei 45 del 2009, dei 48 del 2008, dei 49 del 2007 dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005. Nessun tocchi Caino ha un obiettivo: abolire la pena di morte nel mondo. Un successo è già arrivati nel dicembre dle 2007 con l'approvazione della risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capotali da parte dell'assemblea generale delle nazioni unite. Il banco di prova però è nel decisivo cambio di regime nei paesi arabvi, a partire dall'egitto. Nessun tocchi Caino farà la sua parte con un progetto chwe vedrà impegnata l'associazione nei prossimi due anni in 17 paesi del nord africa, medio oriente, est e sud-est asiatico con un obiettivo: superare i segreti di stato sulla pena di morte spingendo le istituzioni ad approvare atti che rispondano alle richieste dell'Onu in materia.
Donato Robilotta
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