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Venerdì 17 Febbraio 2012 15:10
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ROMA - Sembra proprio che le cose stiano in questo modo. Tutto inutile, pare. Mi riferisco agli accorati appelli del nuovo premier sui sacrifici da fare per ridare nuovo slancio all'economia nazionale e far riemergere il paese dalla stagnazione di una crisi che a tutti appare come la più grande delle sciagure.
Ma stanno realmente così le cose? Sono davvero necessari tutti questi sacrifici? A sentire quanto riportato da un'autorevole studio pubblicato sulla rivista Nature sembra che tutta queste lacrime e sangue non servano proprio a nulla, se non a garantire alle belle facce pulite del nuovo governo una nuova, importante, vetrina in campo internazionale. Secondo James Murray e David King, autori dello studio, risulta assolutamente sterile e inutile chiedere sacrifici per rilanciare l'economia e gli investimenti se il mercato del petrolio è, ormai, entrato nella fase di produzione zero. Spiegando meglio il concetto, la crescita della produzione del petrolio è arrivata in questi ultimi anni pari a zero e questo, secondo i più stimati economisti, si traduce in una mancata crescita anche dell'economia. Il bravo e puntuale Prof. Monti non ha tardato neppure un minuto a introdurre nuovi e impegnativi provvedimenti per salvare l'economia dell'Italia. Ha reintrodotto l'ICI sulla prima casa, innalzandone le aliquote di reddito, provvedimento questo che va a gravare, pesantemente, sulla povera gente che con chissà quali sacrifici si è potuta comprare una casetta. Ovviamente per chi possiede le seconde, terze, quarte case non è cambiato proprio nulla. E' aumentata la benzina. E un pieno viene a costare mediamente 10 euro in più. Ma i 10 euro in più non hanno lo stesso significato per chi ha un reddito di 20 mila euro l'anno e chi ne ha 100 mila o di più. Si iniziano a vedere i risultati dei risparmi chiesti alla pubblica amministrazione con l'ormai famosa spending review, andando a colpire i lavoratori con mobilità, art. 18, soppressione di dipartimenti (vedi la ventilata ipotesi di smembrare il Dipartimento della Protezione Civile) e tanto altro ancora. Ma il numero dei parlamentari è rimasto quello, i loro stipendi sono blindati, il numero delle auto blu intoccabile, le buste paga di chi lavora alla Camera, al Senato o al Quirinale rimangono immutate, di patrimoniale non se ne è più parlato. E bravo il nostro Prof. Monti! Agli italiani, quelli che guadagnano uno stipendio normale, appena sufficiente alla sopravvivenza chiedi lacrime e sangue. I ricchi, come al solito la fanno franca. E, per di più, questi sacrifici non servirebbero a un bel nulla, se le osservazioni fatte sulla crisi energetica del petrolio sono vere. Una vera e propria manovra per incentivare, promuovere, implementare l'uso delle energie rinnovabili, ovviamente, è ancora utopia vero Prof. Monti? Magari dobbiamo aspettarci una nuova recrudescenza del nucleare? Almeno questo ce lo risparmi professore.
E così, dopo uno slancio entusiastico legato all'insediamento del nuovo governo tecnico, oggi ci troviamo (almeno noi comuni mortali, quelli che le tasse le pagano per primi e direttamente in busta paga...) come prima se non peggio.
Ma, recentemente e sempre sulle pagine di questo quotidiano, avevo scritto che la gente, o meglio il popolo, non ce la fa più. Non è più tollerabile questa arroganza di chi detiene il potere. Quello che sta accadendo in numerose città italiane presso le sedi di Equitalia (altra clamorosa vergogna tutta italiana...), la contestazione del movimento dei "forconi" sono il risultato di uno stato di malessere ormai arrivato al limite.
Sappino, quelli della casta, che qualcosa dovrà pur cambiare. O le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili..
Fabio Palombi
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