Caso Tarantini - Berlusconi al contrattacco: "Non vado dai Pm"
Giovedì 15 Settembre 2011 23:44    Letto 281 volte

Il Premier teme una trappola e si mostra sicuro: "Dalle carte non ho nulla da temere". Ecco tutti i processi del Premier, sono nove.

berluskoniROMA - "Dalle carte non ho nulla da temere". Silvio Berlusconi continua a ripeterlo ai parlamentari che vanno a trovarlo a palazzo Grazioli. Il presidente del Consiglio passa tutto il giorno nella sua residenza di Roma, costantemente aggiornato sulla pubblicazione di alcuni contenuti delle intercettazioni con Gianpaolo Tarantini, accusato insieme all'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola di estorsione ai danni dello stesso Cavaliere. E, nonostante la preoccupazione dei suoi fedelissimi per la pubblicazione di conversazioni che, secondo indiscrezioni giornalistiche, potrebbero creare imbarazzo anche a livello internazionale, il premier continua a ribadire il suo no al colloquio con i Pm di Napoli. "Vogliono infangarmi, ho fatto qualche battuta che non può offendere nessuno" - continua a ripetere Berlusconi. Il premier, ribadiscono i suoi uomini, non ha mai preso in considerazione la possibilità di un faccia a faccia con i magistrati: "il loro obiettivo - sarebbe il ragionamento di Berlusconi - è di tendermi una trappola". Nella maggioranza comunque si respira aria di attesa. In molti, tra parlamentari e ministri, ieri in Transatlantico non nascondevano la preoccupazione che oggi, giorno in cui sono stati depositati i cinque faldoni dell'inchiesta sulle escort fatta dalla procura di Bari, potessero emergere i contenuti delle intercettazioni più temute che riguardano il Cavaliere. Invece, le conversazioni telefoniche non sono state trascritte. Ci sono solo le sintesi, condensate in poche righe, dei colloqui tra il capo del governo e Tarantini. Un fatto che, secondo l'interpretazione di ambienti parlamentari di maggioranza e opposizione, sarebbe frutto di una sorta di moral suasion arrivata anche dal Colle affinché tra le carte non ci fossero riferimenti a intercettazioni ininfluenti rispetto alle indagini. Un'ipotesi, quella di un interessamento in questo senso, che tuttavia, secondo fonti del Quirinale, "non sta né in cielo né in terra". Il tema delle intercettazioni era stato affrontato ieri nel colloquio tra Berlusconi e Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato aveva stoppato l'idea, prospettata dal presidente del Consiglio, di presentare in Consiglio dei ministri un decreto per imporre una stretta alla pubblicazione sui giornali delle conversazioni telefoniche registrate nell'ambito delle inchieste. Ma, di fronte al "no" del presidente della Repubblica, il Cavaliere avrebbe chiesto un intervento per frenare il "massacro mediatico" a cui si sente sottoposto attraverso intercettazioni che "non hanno nulla di rilevante". Ma nonostante Berlusconi rassicuri i suoi sulla tenuta del governo, il malumore nella maggioranza è sempre più evidente. E, dopo una colonna storica dell'ex Fi come Beppe Pisanu, a chiedere un passo indietro al Cavaliere a favore di un "governo di larghe intese" si schiera anche Gaetano Pecorella, deputato del Pdl e per anni tra gli avvocati più fidati del Cavaliere.
Ma andiamo a rivedere tutti i procedimenti in corso a carico di Silvio Berlusconi.

Sono nove i processi che - direttamente o indirettamente - chiamano in causa il premier Silvio Berlusconi tra Milano, Napoli, Roma e Bari. A fare la parte del leone è la procura del capoluogo lombardo con cinque procedimenti in corso (Ruby-Gate, Mediatrade, Diritti Mediaset, Mills, Unipol); seguono Roma (2), Napoli e Bari con uno a testa (rispettivamente Rai-Agcom e ancora Mediatrade, il ricatto di Tarantini-Lavitola, Rai-Agcom ed Escort).

MEDIATRADE MILANO - Berlusconi è accusato di frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita per 34 milioni di dollari fino al 2006 per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv. Tra gli altri undici imputati vi sono anche il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale. È prevista per il prossimo 18 ottobre la decisione del Gup di Milano Maria Vicidomini sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura in udienza preliminare.

CASO RUBY - Il processo si è aperto il 6 aprile scorso. Berlusconi è accusato di concussione, per le pressioni che avrebbe esercitato con una telefonata alla questura di Milano per far rilasciare Ruby, e di prostituzione minorile, in relazione agli atti sessuali che avrebbe compiuto con la minorenne marocchina in cambio di denaro e regali. Camera e Senato hanno sollevato il conflitto di attribuzioni nei confronti della Procura di Milano sull'inchiesta, sostenendo che debba essere soltanto il Tribunale dei ministri ad occuparsi della questione.

DIRITTI MEDIASET - L' 11 aprile scorso è ripreso a Milano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il premier è imputato per frode fiscale, assieme ad altre persone, tra cui Fedele Confalonieri. Il processo è stato aggiornato al prossimo 26 settembre.

CASO MILLS - Il premier è accusato di corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills e la prescrizione scatta nel febbraio 2012. Mills, che avrebbe ricevuto 600 mila dollari da Berlusconi per testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti alla Gdf e All Iberian, è stato condannato in primo e secondo grado; la Cassazione, infine, ha dichiarato la prescrizione. Il prossimo 19 settembre è in programma una nuova udienza.

UNIPOL - Il Gip di Milano, Stefania Donadeo, ha ordinato oggi al Pm di Milano di formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi accusato di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per la vicenda della fuga di notizie sull'intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino ai tempi della scalata alla Bnl. Il giudice ha disposto l'imputazione coatta per il premier, ossia il Pm dovrà formulare la richiesta di processo che arriverà poi davanti a un altro giudice, un Gup, che dovrà esaminarla.

RAI-AGCOM - La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Berlusconi, insieme all'ex commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi ed all'ex direttore generale della rai, Mauro Masi. L'imputazione per il premier è quella di abuso d'ufficio, per aver messo in atto pressioni su Innocenzi e Masi allo scopo di sospendere la trasmissione Annozero di Michele Santoro.

MEDIATRADE ROMA - Nell'inchiesta romana sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediatrade, Berlusconi è indagato insieme al figlio Pier Silvio, al produttore tv americano Frank Agrama ed altri. Le indagini preliminari sono concluse e gli atti sono stati depositati. Il procedimento, tuttavia, è a rischio prescrizione, essendo i fatti contestati riferiti alla compravendita di diritti tv contabilizzati nel biennio 2004-2005.

RICATTO A PREMIER - A Napoli il premier è coinvolto, in qualità di parte lesa, in un'inchiesta su una presunta estorsione promossa ai suoi danni da Gianpiero Tarantini, dalla moglie e da Valter Lavitola. I Pm vorrebbero ascoltare Berlusconi come teste, ma finora il presidente non ha acconsentito a farsi interrogare. ESCORT - A Bari Berlusconi non è indagato. L'inchiesta sulle escort che gli sarebbero state fornite in cambio di favori vede indagati Tarantini ed altre sette persone. A preoccupare il presidente le conversazioni intercettate con lo stesso Gianpi contenute nelle carte del procedimento.