Dall'Ifel il quadro finanziario dei Comuni
Giovedì 22 Luglio 2010 00:00    Letto 188 volte

comune2ROMA - "Oltre un terzo dei comuni dovrà realizzare nel 2011 un taglio della spesa superiore al 10% o, in altri termini, oltre un quarto degli enti dovrà chiedere ai propri cittadini un contributo superiore ai 100 euro». Sono questi gli effetti sui comuni "imposti" dalla manovra di Tremonti, al giro di boa alla Camera e illustrati nel rapporto Ifel «Il quadro finanziario dei Comunì», presentato, a Roma, assieme al presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino.
Lo studio sottolinea, poi, che nel 2012 il livello di insostenibilità crescerà sensibilmente poiché «metà dei comuni si troverà nella posizione di dover tagliare la spesa per più del 10% e circa il 35% dovrà chiedere un contributo maggiore di 100 euro pro capite».
Chiamparino ha chiesto al Governo di «fare chiarezza rapidamente sulle caratteristiche dell'autonomia fiscale dei comuni e sui tempi di attuazione», evidenziando come uno dei problemi dell'autonomia impositiva dei comuni potrebbe essere la cedolare secca, che, ha spiegato, «sottrae gettito all'Irpef sul reddito da patrimonio immobiliare».
Lo ricerca evidenzia, ancora, che i livelli di insostenibilità descritti «sono abbastanza equamente distribuiti lungo il territorio per il 2011, mentre tendono a concentrarsi maggiormente nel Mezzogiorno a partire dal 2012, quando andranno, quindi, a discapito dei comuni del Sud».
Per rendere la manovra più sostenibile per gli enti locali, l'Ifel indica la necessità di separare il patto di stabilità dalla manovra, vale a dire «limitare l'azione del patto alla fissazione di obiettivi finanziari validi anche nel medio periodo e confinare il contributo straordinario del comparto al risanamento dei conti pubblici a interventi ad hoc valutati esternamente agli equilibri finanziari degli enti».
Lo studio dell'Ifel analizza infine il nuovo assetto del sistema impositivo comunale, così come dovrebbe emergere dall'attuazione del federalismo fiscale. «Con la prevista trasformazione in tributi comunali dei trasferimenti statali - secondo i calcoli della fondazione Anci - il totale delle entrate proprie a regime ammonta a 40,2 miliardi». Tra i criteri che dovrebbero essere seguiti nella modifica del sistema tributario locale, l'Ifel propone: «la conferma del potere regolamentare comunale (e in genere degli enti locali)», così da assicurare «un'ampia manovrabilità nella determinazione della disciplina oltre che delle misure di prelievo»; «la salvaguardia di parte dell'attuale quadro impositivo (con riferimento alle forme di prelievo, ovvero al mantenimento delle stesse basi imponibili), così da poter contare sulla giurisprudenza consolidata e su apparati di gestione esistenti» e «il mantenimento dell'attuale prelievo relativo al finanziamento del servizio rifiuti, di cui però - conclude - resta urgente una revisione».


Leonardo Colucci