Roma criminale - E’ caccia ai killer del diciottenne ucciso a Morena
Mercoledì 24 Agosto 2011 17:54    Letto 502 volte

Freddato in pizzeria da un colpo al torace, è morto nella notte il giovane incensurato di Morena.

morenaROMA - È morto in ospedale nella notte il ragazzo ferito a colpi di pistola ieri sera in un locale di Morena, una frazione di Roma. Si tratta di un diciottenne che è stato raggiunto da diversi proiettili al torace. Il ragazzo, Eduardo Sforna, aveva 18 anni, abitava nella stessa zona dove è avvenuto il delitto e lavorava come fattorino nello stesso locale dove è stato ucciso da due uomini che a volto coperto gli hanno sparato scappando poi a bordo di uno scooter. Il ragazzo è stato ucciso da un colpo di pistola che lo ha raggiunto al torace.


Il giovane era un volontario della Croce Rossa Italiana e faceva parte del Gruppo Pionieri di Ciampino, sezione giovanile dell'associazione alla quale possono partecipare ragazzi tra gli 8 ed i 25 anni. Il padre, Antonio, pensionato, aveva una tintoria a Ciampino, mentre Marina, la madre, è un'impiegata. "Dodo" - come lo chiamavano gli amici - era fidanzato da pochi mesi con Elisa, figlia di un poliziotto, che stanotte lo avrebbe aspettato invano per mangiare insieme i cornetti caldi. Si era diplomato all'Istituto Tecnico Commerciale Lucio Lombardo Radice di Morena nel 2009 e solo qualche mese fa aveva preso la patente di guida. Tifoso della Roma, Edoardo partecipava attivamente alle iniziative della Croce Rossa, compresi i campus estivi insieme con gli amici. L'ultimo era stato organizzato a luglio, a Ciampino. Da tre giorni aveva trovato un lavoretto estivo nella pizzeria "Jolly", dove ieri ha trovato la morte.


Una zia del diciottenne ucciso la notte scorsa a Roma, si è recata stamani davanti alla pizzeria in cui il giovane lavorava e dove è stato ferito mortalmente. "Era un bravo ragazzo", ha sussurrato tra le lacrime. L'agguato a colpi di pistola è avvenuto, secondo le prime ricostruzioni, davanti alla pizzeria, che fa parte del centro commerciale Campo Romano. Nel complesso sono ospitati anche una lavanderia, un negozio di ottica, un supermercato, un parrucchiere e diversi uffici ai piani superiori. "Qui dopo le 6 del pomeriggio è tutto chiuso tranne la polizia - ha raccontato una donna che lavora in uno degli uffici - Non conoscevo il ragazzo che hanno ucciso, lavoro qui da dieci anni e non è mai successo quasi nulla, a parte un furto all'ottico". La pizzeria dove è avvenuto l'agguato è stata posta sotto sequestro dai carabinieri. Le indagini si svolgono a tutto campo alla ricerca di un movente: tra le prime ipotesi, ancora molto sommarie, Sforna potrebbe essere stato ucciso a seguito di un contrasto personale, ma si scava nella vita del ragazzo - che era incensurato - alla ricerca di qualsiasi elemento che possa aprire altre piste.

"Oddio mi hanno sparato, chiamate mia madre, mi sento male, poi è caduto per terra lì davanti a noi". È la testimonianza di un ventitreenne che, come la vittima, lavora saltuariamente come fattorino nella stessa pizzeria di Eduardo Sforna. La vittima, secondo la prima ricostruzione, era seduta davanti a uno dei due ingressi della pizzeria, al primo piano del centro commerciale Campo Romano, quando i killer sono arrivati e gli hanno sparato. Sforna, dopo essere stato colpito al petto, ha fatto pochi metri verso l'altro ingresso del locale, sul retro, dove si trovavano diverse persone sedute. "Si è sollevato la maglietta e ci ha fatto vedere il buco della pallottola - racconta ancora il giovane testimone."Sembrava una ferita da fucile a pallini. Poi è caduto per terra. Abbiamo chiamato l'ambulanza e ci hanno messo 40 minuti ad arrivare da Tor Vergata, che è qua vicino". Ed ora è caccia ai due Killer del giovane Edoardo.


ROMA VIOLENTA - Si allunga la scia di sangue nella Capitale. Tra agguati in strada e omicidi dall'inizio dell'anno sono state 27 le persone uccise, tra Roma e provincia. La notte prima a Centocelle, periferia est, c'è stata una sparatoria in mezzo alla strada dove marocchino è stato ferito per motivi legati allo spaccio di droga. Dieci giorni fa, il 13 agosto, uno stalker di 36 anni, Stefano Suriano, è stato ucciso con sette coltellate mentre si era fermato a fare benzina in un distributore sulla via Tiburtina: una spedizione punitiva organizzata dal padre della donna che da Suriano subiva da tempo continue minacce. E ancora, lo scorso 9 agosto Mario Cuomo, un benzinaio che proprio quel giorno compiva 62 anni, è stato ucciso con due colpi di pistola sotto gli occhi del figlio durante una rapina alla stazione di servizio sull'Aurelia, a Cerenova, nel comune di Cerveteri, 40 chilometri a nord di Roma. Questi gli ultimi episodi di sangue avvenuti nel mese di agosto tra la Capitale e la Provincia di Roma.

Una situazione insostenibile secondo Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma. "Durante la campagna elettorale il sindaco aveva promesso una città più sicura, ma a Roma - continua - assistiamo ormai da tre anni a una escalation di violenze e omicidi senza precedenti. La città è sempre più insicura, mentre dal sindaco e dal Viminale continuano ad arrivare solo vuote parole, cifre e numeri slacciati dalla realtà e spot ridicoli che offendono chiunque abbia un minimo di intelligenza. Siamo davvero preoccupati per questa spirale di morti ammazzati - conclude Miccoli - che fa ripiombare Roma nel clima dei peggiori anni '70". A Miccoli ha replicato il delegato del Sindaco alla sicurezza Giorgio Ciardi (Pdl) che ha chiesto "un atteggiamento più responsabile e meno demagogico da parte dell'opposizione". "Gettare ogni singolo episodio nel calderone per attaccare questa amministrazione è un errore bello e buono, che non aiuta ad avere un quadro obiettivo di quanto accade" - ha concluso Ciardi.

 

Dario Borlandelli