| Incendio in campo Roma, muoino 4 bambini |
| Mercoledì 02 Febbraio 2011 00:00 Letto 169 volte | |||
|
«QUESTE burocrazie maledette che hanno bloccato il nostro piano nomadi hanno prodotto questo effetto». È fuori di sé il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, quando arriva nel campo rom di Tor Fiscale, sulla via Appia Nuova, dove poco dopo le 21 sono morti carbonizzati mentre dormivano da soli quattro bambini, tutti fratelli, nell’incendio divampato in una baracca dove viveva un’intera famiglia di tredici persone, i Mircea. La Polizia municipale ha comunicato che le piccole vittime del rogo sono tre maschietti: Raul, 4 anni, Fernando, 5, e Sabatino, 11; e una bimba di 8, Patrizia. Tutti di nazionalità romena. «Ora potrei morire anch’io, non ho più parole», ha mormorato il padre dei fratellini morti nell’incendio. L’uomo, protetto dalle altre persone del campo, si è poi allontanato in un angolo assieme alla moglie, che ha gridato: «Non me ne vado, voglio rimanere assieme a loro». NESSUNA ipotesi viene finora esclusa per spiegare quelle fiamme assassine: al momento le indagini sono in corso e non è stato trovato alcun oggetto particolare che possa far pensare a un innesco, quindi al dolo. Una delle ipotesi avanzate con maggiore possibilità è quella di un tizzone ancora ardente contenuto in un braciere, utilizzato per riscaldare l’ambiente. IL MICRO-INSEDIAMENTO abusivo era stato censito solo nel dicembre scorso dalla Questura. Dopo il controllo, i nomadi hanno trasferito le loro baracche per un periodo di tempo. E poi sono tornati al punto di partenza. L’allarme ai Vigili del Fuoco è arrivato alle 21,17. C’erano in tutto cinque baracche all’interno del campo di Tor Fiscale. E solo una di queste è stata distrutta dalle fiamme. Quattro persone che mancavano all’appello della Polizia municipale, tanto da far temere che il tragico bilancio fosse ancora più pesante, sono state rintracciate nel giro di un’ora. Per fortuna non erano state sorprese dal rogo. La stessa area occupata dai nomadi era stata bonificata nel 2005 in seguito a un episodio di pedofilia. Lo ha riferito la presidente del IX° Municipio, Susi Fantino, che è giunta sul posto con i Vigili urbani. La stessa presidente ha avuto anche un diverbio per qualche istante con il sindaco Alemanno. Dopo avere riferito che l’insediamento sorge su un terreno di proprietà della società di trasporti Cotral, Susi Fantino ha aggiunto: «Nonostante avessimo fatto più volte segnalazioni per chiedere nuovamente la bonifica del posto, il Comune si è mobilitato per altre situazioni meno pericolose». «È UNA tragedia terrificante la morte dei quattro bambini rom. Mi chiedo se in un paese civile possano accadere cose simili», ha commentato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. «È difficile sostenere che quanto accaduto sia frutto di una disgrazia. Troppi bimbi rom sono morti a causa dell’irresponsabilità degli adulti e la latitanza delle istituzioni». «DOMANI chiederò, urlando, algoverno poteri speciali per gli insediamenti dei rom», ha detto ancora Alemanno lasciando impietrtito dal dolore la baraccopoli luogo della tragedia. «Una morte atroce che ci addolora profondamente», dichiara il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Questa tragedia ripropone l’urgenza di accelerare e moltiplicare tutti gli sforzi necessari per chiudere gli insediamenti abusivi e consentire a queste comunità presenti sul nostro territorio di vivere in contesti sicuri e dignitosi. La Regione è già intervenuta in un campo in provincia di Latina dove in collaborazione con il Comune ha messo a disposizione abitazioni a norma».
|





