Citazioni, pensieri, dichiarazioni, parole carpite, per un'immagine inconsueta del cantautore modenese.
Si intitola "Francesco Guccini inedito" il nuovo e-book del giornalista e scrittore Giancarlo Padula (foto) che la casa editrice Urbone Publishing pubblica nella settimana dal 2 al 5 gennaio 2012, al prezzo di 4,99 €, e che presenta ai lettori un Francesco Guccini, uno dei più grande cantautori italiani, oltre che abile autore di libri, in una veste piuttosto inedita. Padula, (Terni 1953), tra l'altro, "Premio Astro Nascente 2005" per una trilogia di libri sul film di Mel Gibson "La Passione di Cristo", scava, come ogni buon cronista, scopre tra le pieghe, fa opera di "investigazione", scruta nei versi, allude a citazioni, pensieri, dichiarazioni, parole carpite, ed offre un'immagine inconsueta di quello che è un monumento della canzone d'autore italiana, ma anche della letteratura. Pur proclamandosi agnostico, il "vate" di Pavana esprime suo malgrado concetti cristiani, si pone la domanda del senso della vita, si pone l'interrogativo di sempre dell'homus religiosus : "Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo"? Il cantautore per eccellenza canta, per esempio, in Signora Bovary: "Ma che cosa c'è proprio in fondo in fondo, quando bene o male faremo due conti, e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio e diremo "...un momento, aspetti..." per non essere mai pronti...." Semi del "Verbo"? Un inconsapevole cristiano? Almeno così lo ha descritto lo zio Antonio Prandi, uno dei primi aderenti ai "focolarini", fondati da Chiara Lubic. E fu proprio a Loppiano, ad ovest del Comune di Incisa Val d'Arno, a 20 chilometri da Firenze, cittadella del Movimento cattolico dei Focolari, con milioni di aderenti, in ogni parte del globo. Un esempio di vita evangelica in questo mondo, che Francesco Guccini cantò per la prima volta in pubblico la mitica "Dio è morto", (Album Folk Beat n° 1 – Emi, 1967), bandiera di più generazioni, censurata dalla Rai, ma accolta con entusiasmo da Radio Vaticana, tanto che Papa Paolo VI dichiarò di apprezzare questo pezzo "il quale non ha di certo intenzioni antireligiose, ma richiama sani principi morali". La prefazione è di Don Backy uno dei massimi autori italiani di canzoni, attore, scrittore, fumettista. A tratti con qualche piccola inesattezza, nel lavoro ci sono anche diversi aneddoti ricordati dall'autore come un'intervista realizzata nella sua ex casa di via Paolo Fabbri 43, nel 1991, in cui Padula gli pone la questione della sua relazione con la religione cristiana e con Gesù Cristo. Guccini ribadirà, tra le altre cose, il suo concetto di laicismo, ma sottolineerà anche i valori morali della vita e dell'esistenza umana. Tutto sommato un contributo da cui estrapolare spunti interessanti per un ritratto inedito, a tratti forse un po' forzato, di Francesco Guccini.
Piera Cipriani
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