Crisi europea e il rischio di una nuova stretta del credito globale
Lunedì 21 Novembre 2011 17:15    Letto 249 volte

La crisi del debito europeo provocherà un nuovo creditcrunch.

crisisROMA - Se non ci sarà a breve una inversione di rotta nelle economie del Vecchio Continente, le banche europee saranno costrette a chiudere i propri rubinetti e una nuova crisi (globale) del credito sarà inevitabile. È quanto risulta da un recente studio dell'Economist Intelligence Unit che, sulla base dei dati messi a disposizione dalla Banca dei regolamenti internazionali riguardo ai crediti vantati dagli istituti bancari dell'Europa occidentale (il nocciolo duro del progetto europeo) nei confronti di quelli dei Paesi emergenti, prevede una nuova stretta del credito (credit crunch, ndr) dopo quella scoppiata nel 2008 negli Usa con la crisi dei sub-prime (derivati finanziari altamente speculativi). Molte banche europee si trovano infatti a corto di liquidità dovendo rinunciare al rimborso completo dei titoli di Stato in scadenza di Paesi in difficoltà come la Grecia. Senza l'aiuto delle istituzioni finanziarie internazionali, l'unica strada per queste banche sotto stress è quella di ridurre lo stock di prestiti. Non una bella notizia per gli istituti bancari delle nuove realtà emergenti, dato che le banche euroccidentali hanno destinato loro prestiti per 3.600 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2011: si tratta del 71% dell'intero ammontare dei debiti contratti dagli istituti finanziari delle economie emergenti; rispetto alle banche americane la quota è ad esempio del 15,1% (765 miliardi di dollari), mentre quella accumulata nei confronti delle banche nipponiche è del 6,2% (311 miliardi di dollari). Il sistema bancario dei Paesi emergenti africani e mediorientali si affida ai prestiti europei per l'82% del suo indebitamento estero, il 68% le banche latinoamericane e il 53% quelle asiatiche.


Emanuele Scimia